Marketplace, gli acquisti online fanno il giro del mondo. Ecco la mappa delle piattaforme più cliccate nel mondo

Marketplace, gli acquisti online fanno il giro del mondo. Ecco la mappa delle piattaforme più cliccate nel mondo
di Andrea Boscaro
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 12:21

Chi ama la pallacanestro e ha avuto il poster di Larry Bird in camera ricorda che da quando, nel lontano 1979, venne introdotto il tiro da tre punti, quello sport non fu più lo stesso: se in quella stagione i tiri da lontano furono solo il 2,9% del totale, oggi rappresentano il 29% dei punti fatti mentre i tiri da due punti sono crollati dall’88% al 57%. Allo stesso modo, ma in un tempo più ridotto, le vendite da parte delle aziende italiane a consumatori stranieri hanno visto l’ascesa del commercio elettronico che ha raggiunto nel 2020, secondo il Politecnico di Milano, il valore di 13,5 miliardi di euro con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente e un’incidenza del 9% sul valore delle esportazioni (nel 2019 era il 2,5%): fra i settori più coinvolti la moda (53%), l’agroalimentare (14%) e l’arredamento (8%). Proprio come le squadre di basket hanno adattato allenamenti e schemi, anche le imprese italiane hanno dunque l’opportunità di cogliere questo cambiamento a partire dalla consapevolezza che un acquisto online su due non avviene sui siti delle aziende, ma nell’ambito dei cosiddetti marketplace, piattaforme all’interno delle quali è possibile presentare prodotti e servizi e, in qualche caso, avvalersi dei servizi pubblicitari e logistici, di mediazione culturale e di contrasto alla contraffazione disponibili. Ogni Paese e ogni settore offrono marketplace specifici la cui conoscenza può essere approfondita da mappature come quella di recente realizzata da Yocabè, un’agenzia che affianca le imprese nel raggiungere il consumatore estero grazie ai canali e alle tecniche del digital export. «Conoscere quali sono i principali marketplace in ogni nazione e il relativo peso in termini di traffico, quali categorie merceologiche vi prevalgono e le relative evoluzioni nel tempo fornisce una bussola indispensabile per chiunque voglia espandere le proprie vendite online e su nuovi mercati internazionali», dice Vito Perrone, ceo di Yocabè.

LO STUDIO

 La valutazione dell’opportunità e delle modalità con cui essere presenti non deriva infatti solo dal numero di persone che raggiungono, ma anche dalla possibilità di fare leva sulla consuetudine e quindi sulla fiducia che hanno saputo maturare nei loro Paesi. Come emerge dallo studio di Yocabè, da Bol.com in Olanda ai 16 milioni di polacchi che usano Allegro, da Wildberries in Russia a Mercado Libre che, in America Latina, guida la classifica in Paesi nei quali il 47% della popolazione fa acquisti online, i marketplace locali possono essere accostati ai più tradizionali Amazon ed eBay nei mercati occidentali, ma diventano addirittura indispensabili in Asia a partire dalla galassia Alibaba che, con siti quali Taobao, Lazada e soprattutto Tmall e Kaola già costituisce un ponte per le griffe italiane verso i consumatori cinesi. Hepsiburada in Turchia, Coupang in Corea del Sud, Flipkart che in India ha 85 milioni di utenti o Rakuten che dal Giappone ha raggiunto 87 milioni di iscritti grazie ai suoi servizi di commercio elettronico, video-streaming e servizi finanziari, tali siti presentano numeri che, visti dall’Italia, da un lato danno la misura dell’importanza di avere una mappa approfondita dei canali che possono essere attivati, dall’altro invitano a valutare l’opportunità di avvalersi delle competenze e delle esperienze di agenzie specializzate e a conoscere gli adempimenti amministrativi e normativi necessari per i quali continua a essere valido il supporto da parte di organizzazioni come Ice e Promos Italia. Come sostiene Vito Perrone «la logistica e la localizzazione non sono elementi accessori, ma cruciali per un’iniziativa di vendita online e l’offerta logistica e fiscale delle piattaforme è pensata solo per vendere sui loro marketplace e non funziona in un’ottica di multicanalità».

I SETTORI

Se in Italia Zalando è il leader nell’abbigliamento, i marketplace possono poi essere valutati anche in ragione del settore a cui appartengono e degli strumenti messi a disposizione per proteggere il marchio e comunicarlo adeguatamente: ManoMano è il marketplace specializzato nel fai-da-te, Etsy nell’artigianato, Houzz nell’arredamento e l’italiana Tannico porta a vendere all’estero i vini dei produttori italiani. Vasti campi da gioco, i marketplace sono però talvolta, come nel caso di Amazon, anche giocatori e, nel determinare la visibilità delle offerte e dirimere le controversie, interpretano i ruoli dell’arbitro e persino della Var: ecco perché debbono essere affrontate non solo con una solida preparazione tecnica, ma anche con l’attenzione commerciale necessaria a integrarle con i canali di vendita tradizionali.

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