Linkedin scopre la fraternità con i post "Broetry": si condividono successi e anche difficoltà

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di Andrea Boscaro
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Mercoledì 20 Aprile 2022, 12:04 - Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 09:08

In una scena epica di Fitzcarraldo, la barca viene issata sulla montagna e rimessa, dall’altro lato, sul fiume.

Per farlo, il film mostra quanto siano necessari un sogno, un argano per tirarla su e braccia per accompagnarla. Affermare le proprie competenze oggi su Linkedin non richiede solo costanza nel pubblicare contenuti coerenti con il proprio ambito professionale né è sufficiente dimestichezza con la comunicazione digitale, ma occorre coniugare la pubblicazione di informazioni utili a un racconto personale della propria vita lavorativa a testimonianza dei valori in cui ci si riconosce. Chi l’ha detto infatti che su Linkedin, la piattaforma professionale per eccellenza, usata da 16 milioni di italiani, si debbano pubblicare solo contenuti noiosi? Pochi contesti come la vita professionale lasciano infatti spazio alle esperienze, alle storie e persino alle debolezze che, se condivise, possono creare empatia e rafforzare le relazioni. Ultimi arrivati dagli Stati Uniti, hanno questo obiettivo i post che sono improntati al “Broetry” - crasi fra Brother e Poetry – nei quali il senso di fraternità è alimentato dalla condivisione di una difficoltà e del percorso che ha permesso di superarla: scritti con frasi brevi e separate da righe bianche, si servono del modello narrativo del “viaggio dell’eroe” per generare empatia, ma anche autorevolezza grazie all’insegnamento che si è appreso e che si intende mettere in comune. Perché questo tipo di post non risulti però finto o il suo ricorrervi non lo renda banale, occorre inserirlo in un piano editoriale, una trama in cui tessere più fili narrativi: dalla pubblicazione di notizie e informazioni utili, commentate con competenza, alla volontà di mettersi al servizio di chi, con un commento, formulerà una domanda o richiederà un parere. Osservare le diverse modalità con le quali i “Top voice” scelti dalla stessa Linkedin e, più in generale, guardare le strategie dei professionisti più seguiti permette di riconoscerne lo stile e comprendere come il successo consista nell’accreditare le proprie competenze dimostrandosi non migliori, ma diversi dagli altri.

GLI ESEMPI

Se Filippo Poletti sceglie e commenta con attenzione la notizia del giorno nel mondo del lavoro, seguire Federica Segato permette di scoprire le storie di donne che, con la loro vita, sono fonti di ispirazione per le migliaia di persone che ogni giorno apprezzano i suoi racconti. Rudy Bandiera condivide ciò che impara nel mondo della comunicazione digitale mentre Osvaldo Danzi, che si occupa di risorse umane, sottolinea in modo pungente le incoerenze degli annunci che scova aiutando tutti a capire come essere più efficaci nelle proprie ricerche di personale. Le stesse aziende possono sviluppare strategie di influencer marketing su Linkedin. In primo luogo, riconoscendo che i propri responsabili ne possono essere voci autorevoli e in secondo luogo incentivando i propri collaboratori, o una parte di loro, a farsi ambasciatori dell’impresa nella misura in cui sappia essere un luogo di lavoro motivante. Se di quest’ultima strategia, detta di “Employee Advocacy”, sono casi interessanti il progetto “Edenred siamo noi” e lo Storymaker Club di Generali, un esempio di successo della prima via è dato da Francesca Bardelli Nonino, “l’influencer della grappa”, che, con i suoi video-racconti, non solo mostra il lato umano della distilleria, ma contribuisce ad estenderne ed innovarne il posizionamento. «A fare grande un’azienda - spiega - non sono solo i premi, la storia, la qualità, ma anche la bellezza, l’impegno che c’è nella vita lavorativa di tutti i giorni. E volevo che questi fossero visibili a tutti».

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