Domotica o smart home? Basta un tablet per vivere in una casa easy

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di Michele Boroni
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 20 Ottobre 2021, 15:14 - Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 15:54

Entrare in casa e, senza che nessuno muova un dito, improvvisamente il riscaldamento (o la climatizzazione d’estate) si aziona alla giusta temperatura, le luci si accendono al vostro passaggio, le tende si aprono per poi richiudersi la sera. Un tempo tutto questo rispondeva al nome di domotica, e lo è ancora, anche se oggi in realtà si preferisce parlare di smart home. Sebbene entrambi – la domotica e la smart home – svolgano lo stesso ruolo, ovvero creare automatismi domestici per migliorare la qualità della vita (e spesso anche per risparmiare sulla bolletta) attraverso l’utilizzo di dispositivi elettronici, è importante chiarire che ci sono delle differenze sostanziali fra le due soluzioni.

La domotica è l’insieme di quelle tecnologie che consentono di gestire le automazioni della propria casa a partire da un sistema informatico centrale: questa centralina attraverso un protocollo di comunicazione permette di controllare e collegare varie apparecchiature elettriche ed elettroniche come elettrodomestici, impianti di riscaldamento, impianti d’illuminazione. La possibilità di controllare il tutto in remoto fa in modo che determinate azioni si avviino in automatico in seguito al verificarsi di un determinato evento o a un orario prestabilito. Si possono inoltre creare degli scenari, ovvero una sequenza di azioni preimpostate che coinvolgono più apparecchiature: per esempio, dopo aver disinserito l’allarme, l’antifurto può dire alle luci di accendere i faretti esterni, al climatizzatore di attivarsi o alle tapparelle di alzarsi. Alla base del funzionamento deve essere definito un progetto e il tutto deve essere affidato a un installatore esperto e professionale, e questo evidentemente comporta anche un investimento importante.

LA DISTINZIONE

Quando invece parliamo di smart home, parliamo di oggetti che sono connessi alla rete internet di casa, che consente loro di comunicare. In questo caso si parla anche di Internet of Things, cioè l’internet delle cose. Il lato positivo dei prodotti smart home è che sono molto semplici da installare e anche da usare, solitamente attraverso un’app da caricare sul proprio smartphone. La debolezza è che ogni dispositivo ha un suo sistema e una sua applicazione. Per fare in modo che i sistemi – ad esempio l’illuminazione e gli allarmi – parlino tra loro, allora si possono utilizzare app come quelle IFTTT, molto utili, anche se in questo caso lo smartphone diventa elemento indispensabile per il funzionamento dell’impianto. Detto questo, possiamo dire che ci si affida alla domotica principalmente per gli impianti di sicurezza e di videosorveglianza di una certa rilevanza in quanto più sicuri e stabili e con minori rischi di eventuali cyber attacchi. Per tutto il resto i device di smart home rappresentano oggi un’ottima soluzione, sempre più sofisticata, economica e facile da installare e utilizzare. Quando si parla di smart home non si può non fare riferimento ai sistemi di Google Home, Apple HomeKit e Amazon Alexa che, avvalendosi degli smart speaker (ovvero gli altoparlanti intelligenti per assistenti virtuali), hanno creato delle vere e proprie piattaforme smart. Prendiamo ad esempio Alexa di Amazon: attraverso comandi impartiti a voce (quindi di grande semplicità) Alexa può accendere la luce, collegarsi ad un software di musica ed avviare una playlist, accendere la tv sul nostro canale preferito, e molto altro ancora. In più, questi dispositivi imparano letteralmente dall’interazione con gli utenti attraverso il Machine Learning, rendendo in futuro possibili molte altre prestazioni. La chiave è la semplicità, quindi smart ma anche easy.

LE NOVITÀ

Tornando ad Amazon, l’azienda di Jeff Bezos nelle settimane scorse ha presentato Blink Video Doorbell, il primo videocitofono della linea Blink che può essere installato facilmente con o senza cavi e assicura video in HD 1080p di giorno e di notte, con audio bidirezionale e resistente al maltempo. Compatibile con i dispositivi Echo e Fire anche con i comandi vocali, attraverso le notifiche dal campanello direttamente sulla app Blink Home Monitor e la capacità di connettersi e far suonare anche il campanello già presente in casa. La grande sorpresa è dato dal prezzo estremamente concorrenziale (prenotabile su Amazon a 59,99 euro). L’altra novità è Echo Show 15 (pre-ordine a 249,99 euro), praticamente un tablet da 15,6’’, anche da attaccare al muro, progettato per diventare il cuore digitale della smart home. Supporta Alexa anche con la parte video e la funzione “picture in picture” se collegata alla videocamera in circuito chiuso; inoltre a un nuovo processore AZ2 Neural Edge che permette di implementare la funzione facoltativa di Visual ID che riconosce il singolo utente per mostrare promemoria, gli eventi in calendario, la musica riprodotta di recente o le note lasciate dagli altri membri della casa. Il nuovo chip permette di elaborare tutto all’interno, quindi i dati sono criptati e memorizzati sul dispositivo e non ci sono problematiche legate alla privacy.

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