Francesco Apolloni: «Quel mitico Macintosh che mi salvò dalle censure di mamma»

Francesco Apolloni: «Quel mitico Macintosh che mi salvò dalle censure di mamma»
di Francesco Apolloni *
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Mercoledì 16 Febbraio 2022, 11:41 - Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio, 09:09

Il 1992 entrò nella storia della tecnologia.

No, non grazie a me, visto che all’epoca scrivevo ancora a mano su un quadernone. Fu grazie ad Apple. Steve Jobs era stato già licenziato quando il 29 maggio del 1992 fu il giorno del più grande fallimento della Apple, a causa di un prodotto chiamato Newton, una sorta di tablet, che non ebbe il successo sperato. Ma visto che l’innovazione procede anche attraverso fallimenti, pensai: «Forse funziona così anche per la scrittura». Quell’anno scrissi la mia prima commedia per il teatro dal titolo “Risiko, sesso e politica”. La scrissi a penna. Ma per farla leggere a un regista o un produttore, avevo bisogno che fosse scritta in bella copia e a macchina. Mi venne in aiuto mia madre, lavorava all’Imi, come segretaria dattilografia. Così lei ribatté tutto il mio testo. Quando vidi la mia opera rilegata e scritta come un vero e proprio copione, fui felicissimo. Però rileggendola, trovai delle incongruenze, battute che non mi sembravano mie. Un giorno a cena chiesi spiegazioni a mia madre, candidamente rispose che le aveva cambiate lei. «Ma mamma perché?!». «Perché erano frasi volgari» lei rispose. «Ma mamma, i miei personaggi sono volgari! Non puoi togliere “cazzo” e mettere “cavolo” e poi perché non si fanno più di cocaina?». «Francesco non mi sembra che tu così dia il buon esempio». Fece una pausa e poi diventò seria: «Dimmi la verità ti fai di cocaina?». «Mamma, che c’entro io? Sono i miei personaggi che si fanno di cocaina! E poi hai edulcorato la scena dello stupro!» «Francesco basta con parolacce e volgarità!». Capii che era arrivato il momento di diventare indipendente il giorno di San Valentino del 1993 a casa del regista Pino Quartullo, quando incontrai lui. Fu un colpo di fulmine, era bello, luminoso e compatto, era il Macintosh Classic. Fu amore a prima vista. Riscrissi con due dita grazie a quel computer la mia commedia, che alla fine andò in scena con il titolo “Risiko…. Quell’irrefrenabile voglia di potere”, al teatro della Cometa di Roma, e grazie a Dio fu un successo. Ah, Steve Jobs tornò al comando di Apple nel 1998, una delle prime cose che fece fu cancellare il progetto Newton. Anche se oggi c’è chi rivaluta quel prodotto perché c’erano delle buone intuizioni dentro, cose che Apple realizzò molti anni dopo. Alla fine per la tecnologia, come per il teatro e il cinema quello che conta veramente sono i tempi. È come se un comico anticipa una battuta, il pubblico, alla fine, non riderà.

* Sceneggiatore, regista e attore

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