CORONAVIRUS

Dottor Google, boom di siti e app per diagnosi mediche online. Solo una su 3 è attendibile

Mercoledì 10 Giugno 2020 di Paolo Travisi
Dottor Google, boom di siti e app per diagnosi mediche online. Solo una su 3 è attendibile

Che il Dottor Google non possa sostituirsi alla diagnosi di un medico in carne ed ossa è un fatto evidente. Eppure sono molti gli utenti della rete che cercano una risposta ai loro sintomi di malessere e malattie. Il fenomeno, che nei casi di persone ansiose con tendenze ossessive, è noto come cybercondria, in questo momento storico sta subendo un'impennata: il lockdown, la paura del contagio da Covid-19, le incertezze lavorative e sul futuro hanno messo a dura prova la reazione emotiva di molti.

Ed ecco che cresce il consulto digitale dei siti sul web, o di applicazioni, alla ricerca di una diagnosi, elencando i sintomi avvertiti, termine che in inglese viene definito "symptom checkers". Di questo si è occupata una recente ricerca australiana, pubblicata su The Medical Journal of Australia, che ha preso in esame 36, tra siti e app per smartphone che offrono diagnosi gratuite, basandosi sui sintomi di 48 diverse condizioni mediche che i pazienti comunicherebbero al medico, quello vero.

Italiani malati di cybercondria, più della metà vuole chattare con il medico per un consulto

Dalla ricerca è emerso che dei 27 symptom checkers che hanno fornito una diagnosi in base alle informazioni raccolte, solo nel 36% dei casi, la diagnosi corretta è comparsa al primo posto e inclusa nei primi dieci risultati nel 58% delle risposte. «La maggior parte di questi strumenti sono inaffidabili, in alcuni casi addirittura dannosi», ha specificato Michella Hill, la ricercatrice a capo dello studio australiano. 

Si legge nel documento della ricerca che "i controllori dei sintomi sono programmi basati su algoritmi che forniscono potenziali diagnosi e consigli di triage...ma potrebbero non funzionare come previsto, possono incoraggiare gli utenti a cercare assistenza professionale anche quando non necessario, aumentando l'onere per i sistemi sanitari. Inoltre non tutti gli SC sono affiliati con organizzazioni affidabili, e sono state sollevate preoccupazioni in merito alla sicurezza dei dati, alla privacy, al credenziali degli autori e dei redattori di app e accuratezza delle informazioni sulla salute. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha recentemente lanciato un programma volontario di pre-certificazione del software volto a garantire l'efficacia e la trasparenza delle prestazioni e della sicurezza dei prodotti".

Nelle conclusioni dello studio si legge: "...per ridurre l'onere per i sistemi di assistenza sanitaria, in particolare l'assistenza di emergenza, è fondamentale che gli strumenti online indirizzino prontamente le persone alle cure appropriate. Di conseguenza, i programmi online dovrebbero essere supportati da fonti di qualità e fornire consigli diagnostici o di triage il più precisi possibile".

Lo studio australiano, conferma una ricerca precedente, realizzata 5 anni dall'Università di Harvard, che su 23 symptom checkers, aveva riscontrato una diagnosi corretta solo nel 34% dei casi. Tendenza che viene confermata, pur facendo riferimento a siti e app differenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA