Luna, in partenza sonda cinese per raccogliere campioni di terreno e riportarli sulla Terra Mappa

Venerdì 6 Novembre 2020

Raggiungere la Luna, trapanarne (carotarne) il suolo, raccogliere campioni e decollare con essi verso la Terra: è la missione cinese Chang'e che partirà il 29 novembre per tentare di ripetere i successi dell'Unione sovietica che fra il 1970 e il 1976 riuscì nell'impresa con le missioni Luna 16, 20 e 24. Dal 1969 ci riuscirono in realtà anche gli americani con le missioni Apollo che però spedivano lassù astronauti Luna mentre cosmonauti non erano previsti allora come non sono previsti taikonauti nella Chang'e. Tutto in mano a robot, insomma, guidati dalle sale di controllo.

Il lancio dei prossimi giorni segue il successo del primo atterraggio di una sonda, Chang'e-4, sul lato nascosto della Luna nel 2019. «Passare al livello successivo e restituire campioni dalla Luna è una capacità tecnologica significativa», osserva Carolyn van der Bogert, geologa planetaria dell'università tedesca di Munster, sul sito della rivista Nature.

 

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La partenza della missione guidata dall'Agenzia Spaziale Cinese Cnsa è prevista dalla base di Wenchang sull'isola di Hainan, con l'obiettivo di raccogliere frammenti di roccia da una regione precedentemente inesplorata del lato vicino della Luna e riportarli sulla Terra. Se la missione avrà successo, recupererà il primo materiale lunare dai tempi delle missioni statunitensi Apollo e da quelle robotiche sovietiche del programma Luna.

 

Chang'e-5 include un lander, un sistema di lancio (Ascender), una sonda che entrerà nell'orbita lunare e una capsula di ritorno. Dopo che la sonda sarà entrata nell'orbita della Luna, la coppia lander-ascender si separerà e scenderà vicino a Mons Rumker, un complesso vulcanico nella regione settentrionale dell'Oceanus Procellarum, le vaste pianure di lava scure visibili dalla Terra. Una volta che il veicolo sarà atterrato perforerà fino a due metri nel suolo lunare ed estenderà un braccio robotico per raccogliere circa due chilogrammi di campioni. La discesa e il lancio del veicolo con i campioni avverranno in un giorno lunare, che equivale a circa 14 giorni terrestri, per evitare le estreme temperature notturne che potrebbero danneggiare l'elettronica, spiega Clive Neal, geologo dell'università americana di Notre Dame.

La missione, prosegue Neal, è tecnicamente impegnativa e molte cose potrebbero andare storte: per esempio il lander potrebbe ribaltarsi oppure i campioni potrebbero fuoriuscire dal loro contenitore dopo la raccolta. Una volta che il sistema con i campioni sarà tornato in orbita lunare, il materiale verrà trasferito nella capsula di ritorno, grazie a una un incontro in volo che sarà complesso e che sarà «una buona prova per la futura esplorazione umana», rileva James Carpenter, coordinatore della ricerca per l'esplorazione umana e robotica presso l'Agenzia spaziale europea (Esa). La sonda Chang'e-5 tornerà quindi sulla Terra e atterrerà, probabilmente all'inizio di dicembre, con un paracadute nella Mongolia interna, nel nord della Cina.

Ultimo aggiornamento: 22:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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