Huawei Mate 30, i nuovi smartphone dopo il ban: non avrà le app di Google

Giovedì 19 Settembre 2019 di Francesco Malfetano
Dopo ban, accordi e minacce Huawei non molla e il 19 settembre, a Monaco di Baviera, ha presentato la sua nuova famiglia di smartphone, la prima dopo il veto imposto da Donald Trump. Gli attesi Mate30 infatti, non avranno a bordo Android anche se, come fa sapere una fonte interna al colosso di Shenzhen, quello di Google «resta il nostro sistema operativo preferito».

Tutta la serie avrà quindi a bordo una versione “aosp” del software di Google, una variante open source semplificata, che offrirà agli utenti l’intera gamma degli Huawei Mobile Services. D’altronde dall’azienda fanno sapere «noi cerchiamo sempre di sfidare noi stessi e ripensare le possibilità. Abbiamo già cambiato la visione delle persone su cosa ci si possa aspettare da uno smartphone, e la nuova serie Mate30 lo farà di nuovo». Così sui dispositivi al posto del PlayStore di Google ci sarà l’AppGallery, lo store digitale proprietario da cui scaricare i vari Facebook, Whatsapp e altre migliaia di applicazioni che non potranno essere preinstallate da Huawei sui dispositivi. Non solo, a non esserci, oltre le varie Maps, YouTube, Drive o Gmail preinstallate e ai fondamentali Google Services (sostituiti da Huawei Mobile Services ma non è ancora chiaro se e come funzioneranno app come TripAdvisor che sfruttano il posizionamento di Google) è anche una data di arrivo ufficiale sul nostro mercato: al momento l’azienda di Shenzhen garantisce “solo” che arriveranno in Europa occidentale entro la fine dell’anno. Richard Yu, il ceo del colosso cinese ha salutato l’arrivo dei nuovi potenti smartphone mostrando come al solito con molto entusiasmo le differenze principali con i competitor (maggior potenza in fase di ricarcia o un design più accattivante) e soprattutto le diverse colorazioni. Dai più classici Black, Cosmic Purple, Emerald Green e Space Silver fino alle versioni decisamente meno usuali in pelle vegana Orange e Forest Green.

In pratica, Huawei decidendo di lanciare questi 3 phablet - una versione standard da 6,52 pollici e 799€, una Pro da 6,3” 1099€, quest'ultima anche 5G da 1199€, e una in partnership con l’azienda automobilistica Porsche da 2095€ - che non saranno immediatamente in vendita, ha voluto dare una dimostrazione di forza a tutti i detrattori sullo stato della propria tecnologia. Il messaggio è chiaro: i nuovi device esistono e hanno design, caratteristiche e chip sufficientemente potenti non solo per essere ascritti tra gli smartphone top di gamma, ma per essere considerati i migliori smartphone della seconda parte del 2019. A dimostrarlo è la presenza del nuovo Kirin 990 5G, il primo chipset al mondo ad essere commercializzato dotato della nuova connettività per offrire un’esperienza migliore agli utenti. Inoltre anche il design è destinato a fare scuola con dei bordi curvi in cui sono integrati, in maniera del tutto innovativa, i tasti del controllo del volume. Notevoli anche le batterie (da 4.200 mAh e 4.500 mAh) e la tripla fotocamera integrata al centro della scocca metallica posteriore: tre diversi sensori (da 40, 16 e 8 megapixel) che insieme a quello 3D garantiscono scatti di assoluta qualità.

Nel corso dell’evento teutonico, Huawei ha deciso di lanciare anche i nuovi Watch GT 2, gli orologi intelligenti della casa cinese con a bordo il chip proprietario Kirin A1. Gli smartwatch (in due diverse dimensioni da 42" e 46") arriveranno ad ottobre portando con se un’esperienza d’uso ottimizzata rispetto alla precedente generazione, al primo schermo 3D e una lunga durata della batteria. In arrivo anche il nuovo televisore dell'azienda cinese: Vision è un pannelo smart 4K in diverse dimensioni (55", 65" e 75"), dotato di intelligenza artificiale che permette di integrare i vari dispositivi Huawei, di attivarsi attraverso il riconoscimento facciale e di controllare i diversi device per la smart home come se fosse un hub di gestione.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Il marito della sindaca e la tv: «L’unico Matteo è nostro figlio»

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma