Videogiochi, l'Italia è il quarto mercato in Europa

Giovedì 19 Aprile 2018 di Alessandro Di Liegro
La copertina del rapporto
Un Paese di poeti, santi e videogiocatori. Il comparto dei videogame nel Belpaese riporta segnali positivi per quanto riguarda il giro di affari complessivo nel 2017, arrivando a quasi 1,5 miliardi di euro, confermando l'andamento positivo degli ultimi anni. Il trend di crescita è generale e riguarda tutti i segmenti come console, software e accessori, sia fisici che digitali.

Il rapporto Aesvi (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) 2018, che riporta i dati dell'anno appena trascorso, figura un quadro complessivo dell'utilizzo dei videogame da parte degli italiani, in un range tra i 16 e i 64 anni, suddividendo il mercato fisico, digitale e i consumatori, con una metodologia nuova che permette la comparabilità dei dati con i mercati europei: «L'Italia, dai dati a nostra disposizione è il secondo mercato dopo la Francia – dice Sébastien Van Vyve, Ceo di B2Boost, la società di statistica che si è occupata del rapporto – anche se la Gran Bretagna è lontanissima, come numeri, da tutto il resto delle Nazioni europee».

Un'altra novità del rapporto Aesvi 2018 sono i dati relativi al comparto legato al digital e, soprattutto, al mobile, elaborato grazie all'analisi dei ranking forniti dagli store digitali e i dati degli sviluppatori.

Il rapporto “profila” il videogiocatore medio italiano – il 57% della popolazione italiana ha giocato a un videogame almeno una volta negli ultimi 12 mesi - è un uomo (59%), di età compresa tra i 25 e i 34 anni (15%), che gioca tutte le settimane (45%) e che usa la PS4 (37%) o il Pc (46%), oppure uno smartphone Android (38%) nel proprio tempo libero. Predilige i giochi di azione o gli sparatutto, ma compra o scarica Fifa 18 per gioco da console e Call of Duty WWII sia su console che per Pc, mentre si diletta con la saga di Clash (Royal o Of Clans) su mobile.

Passando al dettaglio del rapporto, il software racchiude il 71% del mercato per un valore di più di un miliardo di euro. Il digitale per console e Pc vale quasi 300 milioni di euro e le app 385 milioni di euro, in un settore che mantiene la sua parte “fisica” (ovvero il videogioco su disco) ormai in una quota minoritaria, rispetto alla controparte digitale. Per quanto riguarda l'hardware, le console casalinghe mantengono la leadership del comparto (il rapporto indica “simpaticamente” anche le vendite di quelle per il retrogaming, che ha un 7,8% del valore totale), superando il milione e 100mila unità vendute. Il Nintendo Switch ha aiutato le console portatili a superare quota 11% di valore e le oltre 130mila unità.

«In Italia 17 milioni di persone hanno avuto un'esperienza di gioco negli ultimi 12 mesi – dice il presidente di Aesvi Paolo Chisari - Il gaming è una pratica diffusa trasversalmente in tutte le fasce d'età. Questa è la fotografia del settore dei videogiochi che emerge dalla nostra ricerca. Il nostro successo è il risultato della complementarità tra innovazione tecnologica, creazione di contenuti e offerta di nuovi servizi ai giocatori che caratterizza da sempre il settore. Se il 2017 si è chiuso in modo positivo, il 2018 sarà un anno promettente, stimolante e ricco di novità per il comparto». Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 19:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA