Smartwatch, vent'anni fa uscì il primo "computer da polso" (e fu un flop)

Domenica 8 Aprile 2018
Tra i gadget hi-tech è quello più nuovo, eppure lo smartwatch affonda le sue radici in anni precedenti al XXI secolo. Era il 1998, infatti, quando Seiko svelò il Ruputer, un computer da polso innovativo ma che non ebbe il successo sperato. La stessa sorte non è toccata ai moderni orologi "smart": dopo un esordio incerto sul mercato, le vendite mondiali sono previste in crescita a cifra doppia per i prossimi cinque anni. Presentato il 9 aprile di vent'anni fa come una «periferica indossabile del computer», il Ruputer strizzava l'occhio ai manager con la passione per la tecnologia. Il dispositivo aveva l'aspetto di un grande orologio digitale, con dentro alcune caratteristiche di un Pc. Frutto di due anni di sviluppo, integrava un piccolo schermo monocolore, un processore e un pò di memoria per portare con sé file di lavoro importanti, magari insieme a una foto della famiglia. Si collegava al pc ed era compatibile con Windows '95.

Il computer da polso di Seiko, lanciato inizialmente in Giappone all'equivalente di 300 dollari, aveva sei pulsanti e un mini-joystick con cui comporre parole, alla maniera in cui si inserivano le iniziali nei videogiochi da bar. Proprio questo modo scomodo di scrivere, insieme allo schermo troppo piccolo e alle batterie non ricaricabili che garantivano 30 ore d'utilizzo, è tra le caratteristiche che hanno contribuito al mancato successo del dispositivo. Gli inizi, d'altra parte, non sono stati facili nemmeno per i moderni smartwatch. Arrivati sugli scaffali nel 2014 in varie forme e stili - tondi e quadrati, sportivi o eleganti, prodotti da Samsung, Apple, Motorola, Sony, Lg - hanno impiegato alcuni anni per affermarsi tra i consumatori. Il settore dei dispositivi indossabili, nella sua prima fase, ha visto prevalere le smartband, cioè i bracciali che tracciano l'attività fisica: un prodotto più semplice e con una ragion d'essere ben definita.

Ora però il mercato promette molto bene. Stando alle ultime previsioni degli analisti di Idc, le vendite mondiali di smartwatch raggiungeranno 43,6 milioni di pezzi nel 2018 e 84,1 milioni nel 2022, con un tasso annuo di crescita composto del 17,9%. «I consumatori stanno finalmente iniziando a capire l'utilità di uno smartwatch», hanno spiegato gli esperti. «Allo stato attuale traina l'uso nell'attività sportiva, ma i pagamenti e la messaggistica mobile stanno iniziando a prendere piede». E l'arrivo delle connessioni alle reti cellulari sta facendo emergere altre tipologie d'uso, come ad esempio lo streaming musicale.
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