Da Cerbero al minotauro, ecco l'app per scoprire i mostri della mitologia

Venerdì 3 Febbraio 2017 di Laura Larcan
Acheloo, dio dei fiumi in forma di toro

«Il mio è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo». La battuta stile Pulp Fiction è tarantiniana, ma a pronunciarla è niente meno che Cerbero, il cane a tre teste guardiano del regno dei morti. Oppure, «Non biasimo Arianna perché adesso che non ci sono più, state tutti più tranquilli». A confidarlo con un pizzico di amarezza è il Minotauro, il mostro del labirinto, figlio illegittimo di Minosse re di Creta, che si nutriva dei giovinetti della sottomessa Atene fino all’arrivo di Teseo (aiutato da Arianna).


Studenti preparatevi, arrivano i mostri, quelli mitologici però, in versione digitale. Chiacchierano, si raccontano, interagiscono, tra ricostruzioni in 3D e realtà virtuale, ispirate rigorosamente alla letteratura classica e all'arte. Da oggi gli studenti (consigliato dai 9 anni in su) sono invitati a giocare con le creature mostruose, fantastiche e universali, star del mito greco e romano, così come sono state raccontate da Ovidio nelle sue Metamorfosi. Come? Attraverso una innovativa app dal titolo, appunto, “Mostri Mitologici”. A progettarla, l’archeologo Sergio Fontana, con le illustrazioni di Lucia Conversi, alla guida di un’équipe di studiosi, archeologi, musicisti, grafici e modellatori 3D, informatici e fotografi di Roma.

Un’app a portata di bambino. Per giocare con i miti su tablet e smartphone, disponibile in italiano e inglese per sistemi Adroid e iOs (scaricabile a 2,99 euro) rivolta soprattutto al pubblico delle scuole. Pronti, si gioca. A schiudersi sul monitor è il mondo dei mostri, secondo la geografia dei Greci: un affaccio mozzafiato su un planisfero che riproduce l’area del Mediterraneo secondo la concezione antica. I mostri abitano diverse terre. Aracne sulle coste turche, Scilla in Calabria, Tifone e Ecate in terra siciliana, Chirone e Acheloo in Grecia, il Minotauro a Creta, Medusa nelle terre degli Iperborei (sullo sfondo le fotografie rielaborate dei luoghi del mito). Ecco l’incontro con i mostri, dove le ambientazioni echeggiano famose opere d’arte. Aracne si racconta e le immagine di Lucia Conversi rielaborano a colori il fregio marmoreo nel Foro di Nerva. E si gioca con Aracne, l’abile tessitrice trasformata in ragno da Atena (e magari si supera anche la paura per i ragni). Il Minotauro svela il suo labirinto popolato di oggetti e creature inquietanti (che il giocatore deve attraversdare senza perdersi). Tifone sull’Etna («sono una macchina da guerra di dimensioni stratosferiche», dice) voleva rovesciare l’Olimpo ma finisce imprigionato da Zeus nel vulcano che continua a eruttare, ancora oggi, per i suoi strali e sbuffi.

 

La sfida per una scuola 2.0. Non è nuovo a queste sfide, Sergio Fontana, che ha già firmato app sulla Colonna di Traiano e sull’Imperial Fora. «L’idea è di raccontare la mitologia attraverso la tecnologia - dice Fontana - rendendola intrigante attraverso un linguaggio digitale che gli stessi ragazzi e studenti conoscono bene e parlano. La tecnologia però è stata impostata su un’accurata ricerca scientifica. Ogni dettaglio estetico ha un carattere legato al fantasy ma è ispirato alla storia e all’arte. Le stesse musiche che scandiscono le immagini hanno una radice nell’antica musicalità greca». Come aggiunge la Conversi: «I mostri sono creature ibride e mutanti, spesso riprese da film e fumetti, che esprimono la fantasia con cui gli antichi leggevano e interpretavano il mondo, ma che oggi sono portatori di messaggi attualissimi. In fondo, il progetto vuole soddisfare le curiosità verso il diverso e il mutante». Non a caso, Ovidio stesso concepì le sue Metamorfosi come testo scolastico, perché la mitologia nell’infanzia aiutasse ad affrontare i turbamenti da adulti. Il mito come strumento di formazione. Buon divertimento

Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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