Atari celebra i 45 anni di Pong, il primo videogame domestico

Martedì 4 Agosto 2020 di Paolo Travisi
Atari celebra i 45 anni di Pong, il primo videogame domestico

Chi è nato negli anni Settanta proverà un po' di nostalgia nel sapere che il primo videogame domestico della storia, compie 45 anni. Il 3 agosto del 1975, infatti, debuttava sul mercato americano la prima console domestica Atari. Ed il gioco, dalla grafica elementare ed essenziale, era talmente intuitivo che fu subito un successo. Si chiamava Pong, ed era composto niente di più che da due stanghette che dovevano passarsi una palla dalla sinistra alla destra del televisore, chi non riusciva a recuperarla, perdeva. Anche se c'è da precisare che non si trattava di una palla rotonda, ma quadrata, perché la tecnologia di allora consentiva solo forme angolari: i pixel non esistevano ancora e l'immagine era generata dalla manipolazione della linea di scansione del cinescopio (uno dei componenti del televisore) con componenti elettronici di tipo analogico.

A gettare le basi di quel rudimentale videogame furono Nolan Bushnell, fondatore della Atari e Allan Alcorn che sviluppò Pong, e probabilmente non immaginavano che l'industria del videgioco, in una manciata di decenni, avrebbe superato per fatturato quella del cinema. Prima della diffusione della console Atari, che si attaccava tramite un cavo all'antenna della tv in bianco e nero, non c'erano ancora le prese Hdmi e neanche la Scart, Bushnell nel 1972, aveva creato uno dei primi videogiochi coin-op, quelli con si poteva giocare inserendo una moneta. Bastavano appena 100 lire. 

Tornando alla console Atari, nella primissima versione era composta di una scatola nera, con due manopole che permettevano ai due giocatori delle "racchette" simulando una sorta di partita a tennis tavolo. Per l'epoca era un miracolo, cui seguirono con l'avanzamento tecnologiche altri videogiochi che hanno fatto epoca: Pac Man e Space Invaders. Il successo della console e di Pong, cui seguirono versioni sempre più evolute, fu incredibile, in pochi mesi l'Atari riuscì a vendere 150mila pezzi. Fu l'inizio della rivoluzione domestica dei giochi elettronici, che ha portato anche al tramonto delle sale giochi, molto popolari fino agli anni Novanta, dove si poteva giocare a diversi videogame inserendo le monete.

 

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