Apollo Soundtrack Matera: immagini dallo spazio e la musica di Brian Eno per celebrare lo sbarco sulla Luna

Lunedì 27 Maggio 2019 di Paolo Ricci Bitti
Apollo Soundtrack Matera: immagini dallo spazio e la musica di Brian Eno per celebrare lo sbarco sulla Luna

Celebrare a Matera i 50 anni dello sbarco dell'uomo sulla Luna con immagini dallo Spazio che tolgono il respiro, le visionarie performance multimediali degli Icebreaker, eseguite per la prima volta fuori dall'Inghilterra, e la leggendaria musica di Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois.  Ricordando anche il legame continuo fra il capoluogo e la Luna attraverso un raggio laser che va e viene di continuo tra la Lucania e il satellite.

Si chiama Apollo Soundtrack Matera 2019 e l'appuntamento è per il 18 luglio nella capitale europea della Cultura, come è stato raccontato con forte suggestione lunedì mattina nella Casa del Jazz a Roma.
 

Musica “a gravità zero”, post moderna, con note elettroniche e d’ambiente, sarà al centro della performance. Una maniera per ricordare anche un lucano protagonista dell'epopea lunare: Rocco Petrone, ingegnere figlio di migranti lucani, nato negli Stati Uniti e scomparso nel 2006 dopo una straordinaria carriera nella Nasa: fu lui a dare il "go" alle missioni Apollo dopo aver supervisionato tutti i lanci del programma.
 

 

L’iniziativa nasce da un progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019, sostenuta da Leonardo, azienda leader a livello mondiale nel settore dell’Alta Tecnologia, protagonista con le proprie tecnologie di alcune delle più importanti missioni spaziali degli ultimi anni e presente a Matera nel Centro Spaziale.

Con musiche composte da Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois, eseguite dagli Icebreaker, band britannica di 12 musicisti, Apollo Soundtrack sarà per la prima volta eseguita fuori dal Regno Unito. La performance dedicata alla missione lunare, rappresentata nello scenario di Cava del Sole a Matera, con Roger Eno, B.J Cole e la violoncellista islandese, Gyda Valtysdottir, è stata presentata da  Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Raffaella Luglini, Chief Stakeholder Officer, Leonardo, James Poke, musicista e direttore degli  Icebreaker, BJ Cole, chitarrista e , in collegamento, Roger Eno, musicista e compositore.

Ecco Raffaella Luglini: «Non potevamo mancare a un evento unico come quello di Matera Capitale europea della cultura 2019, Leonardo è presente già dal 1994 nel centro spaziale di Matera, tramite Telespazio. Siamo anche vicini di casa, ma partner fortemente legati, con l'Agenzia spaziale italiana (Asi), che opera il Centro di geodesia. Ecco perché siamo qui oggi. Perché crediamo fortemente che l’incontro tra mondi ed esperienze differenti crei l’alchimia necessaria per realizzare imprese straordinarie, come quella celebrata dall’evento “Apollo Soundtrack”.
Inoltre porprio dal centro spaziale di Matera parte un raggio laser - Matera Laser Ranging Observatory - dell'Agenzia Spaziale Italiana che raggiunge periodicamente il suolo lunare sul quale sono stati posizionati alcuni retro riflettori nel corso delle missioni statunitensi Apollo e delle missioni robotiche sovietiche Lunokhod. Le misure della distanza Terra-Luna, ottenute dal tempo di andata e ritorno del laser, permettono di effettuare studi fondamentali di fisica, relatività , relatività generale e di conoscenza della struttura interna del nostro satellite».

E Paolo Verri«Quando abbiamo delineato l'idea di candidare Matera a Capitale europea della cultura europea abbiamo pensato anche al futuro: se l'Italia e l'Europa devono costruire speranza per la collettività, quale maggiore speranza è quella di riprendere il sogno di conquistare nuovi territori e di farlo partendo da una base come il Centro di geodesia spaziale di Matera e da tutte le imprese che vi stanno intorno. E così abbiamo immaginato un grande evento per festeggiare i 50 anni dell'approdo sulla Luna e l'unione con Leonardo e tutto il gruppo di Brian Eno è stata, come dire, naturale. Per noi è un orgoglio esserci riusciti.

Matera è il luogo dove sorge uno dei centri spaziali più avanzati al mondo. Operativo dal 1994, fa parte della rete nazionale e internazionale di centri operati da Telespazio, una joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%). Il sito è dedicato all’osservazione della Terra e, con l’adiacente Centro di Geodesia dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nato nel 1983, forma il Polo Spaziale di Matera.

Da Matera un raggio laser, MLRO (Matera Laser Ranging Observatory) dell’ASI, raggiunge periodicamente il suolo lunare sul quale sono stati posizionati alcuni retroriflettori nel corso delle missioni Apollo e, in seguito, dalle missioni robotiche Lunokhod. Le misure di distanza Terra-Luna, ottenute dal tempo di andata e ritorno del laser, permettono di effettuare studi fondamentali di fisica, di relatività generale e di conoscenza della struttura interna del nostro satellite naturale.
Nel corso della performance musicale, grazie al contributo di Leonardo, verranno proiettate le spettacolari immagini satellitari acquisite dal Centro Spaziale di Matera alcune delle quali saranno consegnate ai giornalisti in occasione della conferenza stampa.

Nel Centro Spaziale di Matera, e-GEOS, - joint venture tra Telespazio (80%) e Agenzia spaziale italiana – attiva nel settore della geo-informazione, acquisisce ed elabora le immagini satellitari, un patrimonio di informazioni che dallo Spazio aiuta e protegge la salute del nostro Pianeta e migliora la vita sulla Terra.

Leonardo a Matera, dove la Terra dialoga con lo Spazio
Le immagini del nostro Pianeta, dall’Apollo 8 ai satelliti per la geo-osservazione

È il 24 dicembre 1968, pochi mesi prima della missione Apollo 11 che permise all’uomo di scendere per la prima volta sul suolo lunare. A quella data risale la prima spettacolare immagine del nostro Pianeta, Earthrise, l’alba della terra, scattata dagli astronauti della missione Apollo 8 mentre circumnavigano la Luna. Un’immagine iconica della bellezza, dell’unicità e anche della fragilità del nostro Pianeta. Da quegli anni ad oggi molto è cambiato.

Alla Luna, il nostro satellite naturale, si sono aggiunti centinaia di satelliti artificiali, molti dei quali dedicati alla geo-osservazione. Posizionati su diverse orbite, i loro occhi permettono di osservare il nostro Pianeta da un punto di vista totalmente diverso, mettendo a disposizione un enorme mole di immagini e dati, anche in tempo reale, e offrendo preziose informazioni, utili alla conoscenza e comprensione dei fenomeni che avvengono sul complesso sistema Terra.

E proprio a Matera sorge uno dei centri spaziali più avanzati al mondo, operativo dal 1994, nasce come parte della rete nazionale e internazionale di centri e teleporti operati da Telespazio, una joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%). Nel sito, dedicato all’osservazione della Terra, opera la società e Geos (joint venture Telespazio-ASI) ed è adiacente al Centro di Geodesia spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) nato nel 1983, con il quale forma il Polo Spaziale di Matera.Da Matera un raggio laser, MLRO (Matera Laser Ranging Observatory) dell’ASI, raggiunge periodicamente il suolo lunare sul quale sono stati posizionati alcuni retro riflettori nel corso delle missioni statunitensi Apollo e delle missioni robotiche sovietiche Lunokhod. Le misure della distanza Terra-Luna, ottenute dal tempo di andata e ritorno del laser, permettono di effettuare studi fondamentali di fisica, relatività generale e di conoscenza della struttura interna del nostro satellite. Inoltre, le attività del Centro Spaziale di Matera, riguardano l’acquisizione, l’elaborazione, l’archiviazione e la diffusione dei dati ottenuti dai principali satelliti di osservazione della Terra, nonché la produzione di immagini e servizi per la sorveglianza marittima e la gestione delle emergenze.
 

È in questo straordinario Centro, a pochi chilometri da Matera, che si elaborano le immagini della Terra provenienti dallo Spazio. Un patrimonio prezioso per lo studio dello stato di salute del Pianeta della vegetazione, dell’inquinamento atmosferico, dell’assetto idrogeologico, degli habitat naturali e della biodiversità. Grazie alla costellazione Cosmo-SkyMed e alla sua orbita polare, è possibile monitorare i cambiamenti climatici e l’andamento dei poli e dei suoi ghiacciai, analizzare in modo approfondito i modelli di formazione ed evoluzione degli iceberg e la fase del progressivo disgelo primaverile (sia in termini di rapidità, sia valutando dimensioni e spostamenti dei frammenti). E ancora grazie ai dati satellitari radar e ottici è possibile realizzare mappe satellitari per la gestione delle emergenze determinate da calamità naturali, come terremoti, inondazioni, incendi e frane.

Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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