Tennis, adesso è bufera scommesse:
la Procura di Cremona all'attacco

Giovedì 16 Ottobre 2014 di Alberto Abbate
Tennis, adesso è bufera scommesse: la Procura di Cremona all'attacco

La “crema” avariata del tennis si scioglie. La Procura di Cremona, dopo aver bucato il pallone, è pronta a spezzare più di qualche racchetta, già in passato traballante: nel 2007 Bracciali era stato squalificato 3 mesi per aver scommesso 250 euro tra il 2004 e il 2005, Starace sei settimane per puntate da 90 euro. Forse, erano solo indizi trascurati. I loro nomi, catapultati a sorpresa nell'ormai triennale inchiesta Last Bet, però regalano tutta un'altra storiaccia. Allora ci fu una voleé dell'Atp, adesso può arrivare una schiacciata furiosa da Cremona. Dalle perizie su 200 computer, pc e tablet dei 111 indagati spunta infatti un nuovo motto della new entry Goretti, attuale ds del Perugia, tramite fra Bruni e Bracciali: «Il calcio è rischioso, il tennis regala soldi a tutti». E già, più facile persuadere alla truffa 2 protagonisti, piuttosto che 22 in campo. Una pratica che, a quanto pare, sarebbe in voga da tempo nei tornei minori, nei challenge: conveniva persino “accettare” di perdere al primo turno e guadagnare magari 15-20mila euro, piuttosto di non aver neanche la certezza di sbancare in finale un premio vittoria da 4-5mila dollari, per giunta tassati. Facile soprattutto convincere anche giocatori stranieri (se ne parla nelle intercettazioni), magari arrivati a fine carriera. E al tramonto della lealtà.

LA FEDERAZIONE

Senza troppa alea, il malcostume è rimasto in silenzio sino ad oggi. Adesso si urla allo scandalo. La Procura federale, di concerto con quella del Coni, ieri ha richiesto immediatamente a Cremona gli atti relativi a tutti i tennisti comparsi nelle intercettazioni. Nelle 127 pagine trascritte dal computer di Bruni, il commercialista di Signori legato al clan dei bolognesi, ci sono tantissimi nomi tirati in ballo: da Seppi a Bolelli e Volandri, passando per «Robredo pagato» e «Potito (Starace, ndr) acquistato», sino al «telefonino per Mara (Santangelo, ndr)», ora impegnata a Dubai. Nel calderone compare purtroppo anche Luzzi, scomparso ormai sei anni fa per una leucemia fulminante. Sarebbe stato truccato un incontro con Volandri: «Indagato per troppi match sospetti», assicura Braccio78. Al quale vengono offerti tanti soldi, spesso si parla di primi turni: chi paga, poi scommette cifre alte su Singapore, apre conti correnti all'estero o in paradisi fiscali come San Marino e guadagna cifre a sei zeri. Una ricchezza occulta, senza però la minima vergogna.

LA DIFESA

Ieri mattina Bracciali e Starace si qualificavano in doppio ai quarti di finale della Kremlin Cup (torneo da 776mila dollari), mentre in Italia scoppiava il putiferio sul tennis. L'11 novembre del 2007 Bracciali era preoccupato: Alessio Di Mauro, un altro tennista, era stato squalificato per aver scommesso: «Visto Di Mauro? Ora tocca a noi. Mi rompono le palle per 370 euro. Galimberti è nella merda. Ha giocato molto e forse anche su suoi match. Volandri... troppi match sospetti». La risposta di Bruni: «Tranquillo, i veri ladroni non li prendono mai». Sa tutto nelle intercettazioni, tal Enrico Sganzerla: «Volandri ha fatto tre truffe sicure». Ma anche Massimo Erodiani, che parla di Starace con tale Corradino a poche ore dalla finale del torneo di Casablanca 2011. Potito gioca (e perde in 2 set) contro Andujar, fin lì sempre battuto: «Starace ha fatto un assegno in garanzia?». «Sì. Ho visto i due assegni loro. Mi hanno detto muovi il max perché è fatta, vince ansimar (poi si corregge: Andujar, ndr). Ieri l'hanno fatto con Montanes (sconfitto in semifinale, ndr). Hanno vinto 1,5 milioni di euro, sul live altrettanti». Non crede alle sue orecchie Roberta Morise, che difende a spada tratta il fidanzato Starace sul suo profilo twitter: «Quant'è facile puntare il dito e quant'è facile incolpare ancora prima di qualsiasi prova!». Nessuna mano in alto, le racchette però vanno in basso.

Ultimo aggiornamento: 09:23