Musetti: «Voglio Wimbledon tra i grandi e sogno da numero 1»

Lunedì 28 Gennaio 2019
Il primo major non si scorda mai, ma il vero sogno è vincere sull'erba tra i grandi. «Voglio Wimbledon. Poi se sarà un altro Slam lo prendo lo stesso». E un futuro da top ten? «Va bene, ma non firmo. Se devo sognare, sogno in grande: voglio il numero uno». Lorenzo Musetti ha la voce assonnata di chi non si è ancora ripreso dal jet lag, ma le idee chiare su cosa vuole dal suo futuro. Il giovane tennista italiano è tornato dall'Australia con un pezzo pregiato nella valigia, il trofeo alzato a Melbourne dopo la vittoria nell'Australian Open junior. «Sono arrivato ieri sera e sinceramente ancora non realizzo bene cosa ho fatto», racconta il 16enne di Carrara al telefono con l'Adnkronos. «Cosa mi riporto da Melbourne? Le sensazioni a caldo, l'euforia subito dopo la vittoria e anche qualche lacrima di gioia. E poi i complimenti dei grandi, da Lendl a Djokovic, un onore per me. Non succede tutti i giorni. Peccato solo non essere riuscito a incontrare il mio idolo Federer», è l'unico cruccio di Musetti. La vittoria in Australia gli ha dato un'improvvisa popolarità: «Ma non è un'impresa arrivata per caso -sottolinea-. Ci speravo, ma siamo andati anche oltre le aspettative. È il frutto del lavoro fatto a Tirrenia con Simone (il suo coach Tartarini, ndr) e la federazione». Il tennis d'altronde è la sua più grande ragione di vita: «Non ho tanto tempo libero. Mi piace ascoltare la musica, soprattutto il rap americano. Frequento il linguistico privato a Tirrenia e quando non ci sono studio on line. Ma nella mia testa c'è solo il tennis, non ho pensieri che mi distraggano da un obiettivo: voglio arrivare più lontano possibile».

La stagione di Musetti è iniziata nel miglior modo possibile: «Ora -spiega riferendosi ai prossimi appuntamenti in calendario- farò qualche '25mila dollarì e poi proverò sicuramente il circuito 'prò con qualche wild card nei Challenger. Di sicuro farò anche altri Slam junior, poi vedremo». A livello 'prò, la sua carriera è ancora tutta da scrivere: «Il sogno è vincere uno Slam tra i grandi, Wimbledon è il mio preferito ma vanno bene tutti. Se firmerei per la top ten senza mai diventare numero uno del mondo? No, me la giocherei. Tanto è un sogno e alla fine sognare per sognare è meglio farlo in grande». Anche in chiave azzurra: «Per me da italiano sarebbe un sogno anche solo la convocazione in Davis, figuriamoci vincerla. Lo stesso vale per gli Internazionali di Roma: per un italiano, credo che valga quanto uno Slam. Ma al di là dei sogni, ora la cosa più importante è restare con i piedi per terra, perché ci saranno tanti ostacoli lungo il percorso e dovrò essere bravo a superarli». Intanto, il suo trionfo in Australia ha lasciato il segno: «Anche Buffon mi ha fatto i complimenti. È 'carrarinò come me e mi ha omaggiato su Instagram. Essendo un tifoso della Juventus, mi ha fatto ancora più piacere». Ora però il suo idolo bianconero è un altro: «Ammiro Cristiano Ronaldo e spero che ci renda felici in Champions». «Il calcio mi piace», dice Musetti. Ma per chi viene dal mondo 'doratò dei circoli del tennis è difficile capire certi eccessi: «Per la maggior parte sono tifosi come me, poi c'è quel 2-3% di stupidi che va allo stadio solo per fare casino. Non li capisco, non si godono nemmeno la partita. Nel 2019 episodi come quello di Koulibaly (i cori razzisti a San Siro, ndr) non dovrebbero accadere. Ma queste -conclude- sono cose più grandi di me».
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