Medvedev, l'anti personaggio con vista US Open

Medvedev, l'anti personaggio con vista US Open
di Angelo Mancuso
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Martedì 20 Agosto 2019, 11:12

Next Gen alla riscossa? Lunedì cominciano gli US Open e alla vigilia dell'ultimo Slam della stagione la domanda torna puntuale: sorgerà il sol dell'avvenire? Se ai soliti noti (leggi Djokovic, Nadal e Federer) non si spegne il fuoco sacro, la meglio gioventù del tennis mondiale rischia di continuare a recitare da comparsa. Qualcosa si muove: tra i primi 10 del ranking Atp sono presenti 5 giocatori nati negli anni 90: Thiem, Medvedev, Zverev, Tsitsipas e Khachanov. Ad eccezione di Thiem sono tutti nati nella seconda metà degli anni 90. Cincinnati ha lanciato in orbita Daniil Medvedev, che ha conquistato il titolo più prestigioso della carriera superando in semifinale il n.1 Djokovic e in finale Goffin.
ESTATE DA SOGNO
«Sapevo di poter vincere un Masters 1000, ma uno Slam è diverso. Finora non ho mai raggiunto neppure i quarti di finale», ha sottolineato il moscovita classe 1996 per provare a spegnere gli entusiasmi. Tre finali consecutive sul cemento di Washington, Montreal e Cincinnati sono un serbatoio di fiducia inesauribile e Medvedev grazie al trionfo nell'Ohio ha riportato la Russia nella top five dopo 9 anni. Se i connazionali Khachanov e Rublev hanno trovato la loro dimensione in Spagna, lui ha scelto la Costa Azzurra. Dei tre, è quello che incarna meglio la follia russa: nel 2016 fu squalificato a un challenger per presunti insulti razzisti, poi a Wimbledon lanciò una monetina in direzione della giudice di sedia, come a metterne in dubbio l'integrità. E pensare che l'aspetto sembra pacioso, quasi dimesso. Interpreta un tennis moderno con un servizio che spacca: non esalta, ma ha le carte in regola per diventare l'anti-personaggio del futuro. Tutto il contrario degli strombazzati Zverev e Tsitsipas: pochissima vita social, è già sposato nonostante la giovane età.
RIMANDATI
Dentro la crisi di Zverev c'è un servizio che non funziona più: il tedesco dal Roland Garros in poi ha inanellato 153 doppi falli in 18 apparizioni con una media di 8.5 a partita. Tsitsipas non è più il giocatore di 3 mesi fa: dopo l'ottima stagione su terra rossa, il greco ha mal digerito il passaggio a superfici più rapide. I numeri lo testimoniano: Cincinnati è il terzo grande torneo di fila nel quale si è fermato all'esordio dopo le sconfitte a Wimbledon e a Montreal.

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