I fratelli Gasbarri nella storia del tennis regionale: il Club Rungg piazza due squadre in A1

Martedì 4 Agosto 2020
Due romani Doc, altoatesini d'adozione, scrivono la storia del tennis locale e piazzano, in un colpo solo, due squadre nel prossimo campionato di serie A1 di tennis. È la storia di Manuel e Valerio Gasbarri, cresciuti a pane e tennis nella periferia della Capitale, capaci in una domenica da urlo, di centrare con il Tennis Club Rungg la prima doppietta nella storia del tennis regionale.

E successo a Maso Ronco, location da sogno, tra i boschi e vigneti dell’Oltradige, dove il tennis è nato nel 1980, anno di fondazione del club, e dove quarant’anni dopo si è materializzata, in un solo colpo, l’ascesa nel gotha del tennis italiano a squadre. Il Tc Rungg Merano Speck, la squadra maschile, ha sconfitto in rimonta per 5-2 Prato, favorita della vigilia nella finale playoff del torneo di A2 più corto della storia. Decisivo il doppio di spareggio, giocato a tarda serata, epilogo sconsigliato ai deboli di cuore, nel quale i padroni di casa hanno piazzato il colpo del ko. Meglio ancora hanno fatto le donne del Rungg KIKU, che hanno chiuso dopo il terzo singolare di giornata lo scontro che le vedeva opposte al blasonato CT Bologna.

A Maso Ronco, a due passi dai campi di calcio nei quali la Germania ha preparato l’ultima edizione dei Mondiali di calcio in Russia, il tennis è una cosa seria. La ricetta? Il lavoro dedicato al vivaio e ai giovani, valorizzato dalla politica vincente voluta dalla Federazione, che ha puntato sulla crescita dei ragazzi. Esempio virtuoso che ha prodotto risultati eccellenti, anche nei campionati a squadre. Il Rungg, uno dei primi cinque circoli in Italia a livello di attività giovanile, nonostante la forte opposizione della locale Federazione tennis, che ha spesso osteggiato la politica voluta dal club, viaggia avanti spedito e ora si ritrova proiettato nel salotto più prestigioso del tennis italiano. Manuel Gasbarri, ex numero 10 d’Italia e numero 250 del mondo, uno che in carriera ha battuto grandi nomi come Berasategui, Corretja, Dreekmann e Canè, gongola. “Il lavoro paga: adesso facciamo parte dei grandi club in Italia. Non è un punto di arrivo, ma il proseguimento di un lavoro che andrà avanti nel tempo”. Chi vince, si sa, ha sempre ragione.   © RIPRODUZIONE RISERVATA