Nadal, Djokovic e Federer, i tre alieni del pianeta tennis

Martedì 16 Luglio 2019 di Angelo Mancuso
«Fratelli, ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità!». L’urlo di battaglia del generale Massimo Decimo Meridio nel film “Il Gladiatore” incarna alla perfezione lo spirito dei tre gladiatori del tennis moderno. Ciò che hanno fatto Federer, Nadal e Djokovic negli ultimi 15 anni lascerà un segno profondo nella storia dello sport. L’epica sfida vinta dal serbo sullo svizzero a Wimbledon è stata la finale più vista di sempre su Sky Sport, con una audience media di oltre 760mila spettatori. L’emblema di un predominio fuori dal comune per il livello degli interpreti e per la sua durata. Agassi, ex n.1, ha dichiarato che hanno riscritto le leggi del tennis. Federer va per i 38, Nadal ha 33 anni e Djokovic uno in meno. Quando Sampras nel 2002 toccò quota 14 Slam sembrava un traguardo irraggiungibile. Siamo nel 2019 con lo svizzero a 20, il maiorchino a 18 e il serbo a 16.
GOLDEN ERA
Federer è un fenomeno senza tempo, l’eleganza del classico trasportata nel futuro: è Mozart e i Metallica contemporaneamente. Nadal è il più grande terraiolo di tutti i tempi: l’atletismo ai massimi livelli, costantemente capace di migliorarsi. È il recupero impossibile, la resistenza disumana. Djokovic ha portato il tennis a livelli di intensità psico-fisica mai raggiunti in passato. Piace a chi stravede per la tattica, a chi concepisce il gioco come un inno alla geometria e all’architettura. Certo, rispetto ai campioni del passato, può averli aiutati l’omologazione delle superfici. Oggi non c’è grande differenza tra terra rossa, cemento e finanche erba: con lo stesso tipo di tennis si può vincere dovunque.
E LA NEXT GEN?
Quello celebrato sul Centre Court è stato il 54° trionfo di uno dei membri eletti dei “Fab Three” negli ultimi 65 Slam (l’11° di fila). A Wimbledon il terzetto si è preso 15 degli ultimi 17 titoli: gli altri 2 sono andati a Murray, fermato da un’anca sbilenca. Sembra quasi che il sol dell’avvenire sia tramontato prima ancora di sorgere. “Next Gen” sta diventando sinonimo di “Next When”. Probabilmente arriverà, ma il quando è scritto nelle stelle e l’impressione è che sia una generazione di livello inferiore rispetto ai tre fenomeni. È probabile che il tennis possa vivere una fase di transizione come accadde dopo Connors e Borg, McEnroe e Lendl, o quando Sampras e Agassi, tutti peraltro mai dominanti come i tre fuoriclasse attuali, si arresero all’età. Bisognerà attendere qualche anno affinché nuovi giocatori facciano presa sui fan. Qualche nome? Zverev, Tsitsipas e Shapovalov su tutti. Non c’è niente di male: quando ci si affeziona a un campione, è normale pensare che nessuno potrà sostituirlo. La storia ci insegna che il ricambio generazionale è sempre arrivato, magari stavolta ci vorrà più tempo. Anche perché Nole, King Roger e Rafa al momento non hanno intenzione di abdicare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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