Camila Giorgi; «Il mio tennis testardo»
Colpi potenti e una passione per la boxe

Giovedì 17 Aprile 2014 di Guido Frasca

«Mi chiamo Camila con una L e l'accento sulla prima A». La Giorgi si presenta così a Ostrava: insieme a Sara Errani, Roberta Vinci e Karin Knapp fa parte del quartetto che nel week end di Pasqua sfiderà la Repubblica Ceca. In palio c'è la finale di Fed Cup. Camila, 22 anni, è reduce dalla sua prima finale Wta a Katowice, in Polonia, che le ha fruttato il best ranking: è n.54. Ha esordito in maglia azzurra a Cleveland: 62 61 alla statunitense Keys. La scorsa estate sul ”New York Times”, dopo la vittoria con la Wozniacki agli US Open, la definirono una sorta di «Agassi in gonnella». Lei ci ha preso gusto e qualche settimana fa ha messo ko a Indian Wells la Sharapova. Masha avrà pensato di vedere dall'altra parte della rete la sua immagine riflessa. Camila, come la russa, è bionda e graziosa e tira senza paura: una manna per sponsor e paparazzi, anche se l'azzurra gioca con i completini disegnati per lei dalla madre Claudia, ex insegnante di storia dell'arte contemporanea. La sua sicurezza in campo, fuori diventa timidezza: è schiva e parla a voce bassa. «Ma a casa non è così, solo che odia le domande, i riflettori - racconta il papà Sergio - quando vince scappa subito via. Sarà per questo che hanno scritto tante cose false sulla nostra famiglia. Compresa quella storia dei debiti».

È NATA A MACERATA

Nella sua ascesa c'è tanto della testardaggine di un padre nato Buenos Aires da famiglia italiana, ex militare durante la guerra delle Falkland. Ha puntato sulla figlia sin da bambina portandola in giro per il mondo, trovando improbabili finanziatori e superando la tragedia della morte a Parigi, in un incidente d'auto nel 2011, della figlia maggiore Antonella. «Io e mia moglie siamo arrivati a Macerata nel novembre 1991, un mese dopo è nata Camila».

Il tennis è entrato presto in casa Giorgi. «Ho preso la prima racchetta a 5 anni - racconta l'azzurra - mio fratello Leandro giocava e io, che frequentavo ginnastica artistica, volevo imitarlo. Ho cominciato con papà: mi tirava le palline e io colpivo più forte che potevo». Sergio aggiunge: «Ha imparato da autodidatta, le ho insegnato anche a boxare, per questo il suo tennis è così aggressivo». Il suo talento colpì Max Eisenbud, dell'agenzia sportiva IMG e agente personale della Sharapova. «Cercavano giovani talenti - continua Sergio - e l'attenzione cadde su una ragazzina italiana dai colpi potenti: quella giovane era proprio Camila. Aveva solo 14 anni». È stato allora che la famiglia Giorgi si pose la domanda: con altre quattro bocche da sfamare dove trovare i fondi per incubare la dote della piccina di casa? «Innanzitutto risparmiando, prendendo il treno di notte per spostarsi, ad esempio», ricorda Camila. E cercando il posto più adatto perché potesse crescere ed allenarsi: dai 7 anni in poi Pesaro, Como, Milano, Barcellona, Parigi e Miami. «Viaggiare e cambiare città mi ha aiutato a crescere. Rispetto a tante mie coetanee ho conosciuto culture diverse, imparato le lingue. Ho un diploma negli Stati Uniti e uno in Francia. Non ho rimpianti».

ADESSO È A TIRRENIA

Dallo scorso luglio si è trasferita a Tirrenia per allenarsi al Centro Federale. Il fratello maggiore Leandro è rimasto in Florida, mentre il più piccolo, Amadeus (18 anni), gioca a calcio nel Pontedera in Prima Divisione. «In Italia sto bene - dice Camila - la preferisco agli Stati Uniti, lì la gente è fredda. Tirrenia è tranquilla e il centro in cui mi alleno perfetto». Ma non si vive di solo tennis: «Sono una ragazza normale, come tante. Esco con le amiche, vado al mare e amo il cinema. Non mi perdo un film di Pedro Almodovar». Al collo porta un ciondolo a forma di cuore a metà, ma lei sottolinea: «È una mezza luna...». Inutile chiederle altro: odia le domande.

Ultimo aggiornamento: 18:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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