CORONAVIRUS

Il doppio Nole Djokovic: no vax convinto ha donato un milione a Bergamo

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Gianluca Cordella
Il doppio Nole Djokovic: no vax convinto ha donato 1 milione a Bergamo
La storia è nota: Federer è il tennista più amato di sempre, l’idolo di grandi e bambini che ha portato nel tennis una modalità di tifo e passione che mai aveva toccato lo sport della racchetta. Ad aiutarlo in questo processo Nadal, la nemesi di King Roger.

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E sempre un passo dietro lui, Djokovic. Proprio non ce la fa Nole ad accaparrarsi le simpatie del pubblico. Eppure a 33 anni, con il suoi 17 Slam vinti, ha tante chance di superare sia lo svizzero (fermo a quota 20) che lo spagnolo (19). Dal suo punto di vista si sente illegittimamente snobbato, quasi messo in ombra. Sul campo e fuori è sicuramente più vicino alla normalità di quanto non sia la divinità Federer.

O Nadal, che visti gli atteggiamenti e le movenze in campo tanto umano di fatto non è. Dalle imitazioni dei colleghi (le più famose quelle di Roddick e della Sharapova), ai balletti e le moine post-match, passando per le divertenti esibizioni a Flushing Meadows con McEnroe che gli fa da spalla, Djokovic ha fatto di tutto pur di risultare simpatico, senza tuttavia riuscirci granché. Imitazioni, gag, buonismo dilagante, come quando durante le conferenze stampa dei tornei è capitato che offrisse cioccolatini ai giornalisti. Lo scorso febbraio sul palco dell’Ariston con Fiorello, del quale è grande amico da anni (durante gli Internazionali a Roma le cene sono un appuntamento fisso), e Amadeus si è confermato uno showman strepitoso.

Però continua ad essere il terzo incomodo, il Fiorenzo Magni del tennis. Si è ingegnato per ridurre il divario dai due mostri sacri, inventandole tutte: prima con il nutrizionista Igor Cetojevic, che gli ha rivoluzionato l’alimentazione da vegano, poi con la camera iperbarica che accelera legalmente i tempi di recupero. E’ diventato una macchina perfetta e oggi, sia pure con umanissimi cali, è il tennista più forte di tutti. Ma se in campo ci sono Federer o Nadal il tifo è per loro, c’è poco da fare.

NATO SUGLI SCI
Nole è nato in mezzo alle piste di sci: il padre si era rivolto agli strozzini per permettergli di viaggiare e aveva pensato a farlo diventare britannico. Ma lui aveva due ossessioni: l’amore per la Serbia e diventare il migliore. Cresciuto tra le bombe, è emigrato prima in Germania senza una giacca da indossare, poi in Italia per giocare a tennis (ha vissuto a Perugia e Firenze), paese al quale è molto legato. Tutti hanno saputo della donazione di un milione fatta da Nole a Bergamo per la lotta al coronavirus e lui l’ha spiegata così: «Amo l’Italia con tutto il mio cuore, sono sempre con l’Italia e sento la vicinanza con voi».

Un cuore d’oro, ma anche un campione controverso capace di scivoloni come quello della positività al Covid-19 dopo quanto avvenuto sul campo e sulle tribune a Belgrado in spregio a ogni norma sul distanziamento sociale e sulle norme sanitarie anti-coronavirus. Un campione, ma prima di tutto un uomo con le sue debolezze e le sue scelte discutibili come quella di dichiararsi no-vax anche davanti alla tragedia Covid: «Sono contrario alla vaccinazione, non vorrei essere costretto per poter viaggiare». 
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