Rincon lotta tra la vita e la morte:
contro la Lazio gol da impazzire

Freddy Rincon con la maglia del Napoli
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Martedì 12 Aprile 2022, 18:44 - Ultimo aggiornamento: 13 Aprile, 08:51

Una vita avventurosa. «Una leggenda» come lo definì Zuniga, altro colombiano sbarcato sotto il Vesuvio. Freddy Rincon lotta tra la vita e la morte dopo un tremendo incidente automobilistico. Lui che dopo l'avventura napoletana sembrava finito, ai margini comunque del grande calcio, e che invece conobbe le glorie del Real Madrid e dei grandi club brasiliani come Santos, Palmeiras e Corinthias. Arrivò a 28 anni, nel 1994, nel Napoli di Elenio Gallo. Soldi ce n'erano pochi. Il club azzurro lo prese dal Palmeiras grazie ai buoni rapporti con il Parma di Tanzi, proprietario anche della società sudamericana. Quell'anno comunque arrivarono al San Paolo buoni giocatori, come Andrè Cruz, o il talento inespresso di Benny Carbone, e poi Alain Boghossian.

E lui Rincon, nazionale colombiano, in gol a Italia '90 contro la Germania poi campione del mondo, capace di giocare tre mondiali, giocatore d'attacco. Che però sul fronte offensivo faticava, come tutto il Napoli. E il suo metro e novanta con Guerini spesso finiva in panchina. Tuttò cambiò quando a Napoli arrivò Vujadin Boskov. La squadra prese a correre, arrivando dalle zone basse a ridosso del piazzamento Uefa (vanificata all'ultimo secondo dell'ultima giornata da un gol di Del Vecchio al 93' in un Inter-Padova). Rincon inizò a giocare, e anche a segnare, con più continuità. Perché il giramondo serbo lo vedeva come centrocampista. E quasi lo "adotta". Celebre una sua frase a un giornalista quando gli dice che il colombiano ha 24 anni. L'intervistatore risponde che no, di anni ne aveva 28. Boskov caccia un foglio dalla tasca, controlla, e replica. «Vero, ne ha 28, ma hai età migliore per un calciatore?».

Altri tempi, altro calcio. Anche i tifosi napoletani iniziano ad amarlo. Rincon del resto ha un bel carattere. L'acme si raggiunge dopo un leggendario Napoli-Lazio, finito 3-2 dopo una furiosa rimonta. Biancocelesti in vantaggio con doppio Casiraghi, Rincon ne segna due dopo un angolo e soprattutto con una semirovesciata da incorniciare. Un 2-2 epico, coronato poi dal gol di Buso. Rincon alla fine totalizzerà 28 partite e 7 gol, neanche tanto male come bottino. Va al Real Madrid, primo colombiano a vestire la maglia delle merengues. Non è una stagione fortunatissima, gioca poco, 14 gare senza reti. Per ritornare poi in Brasile dove era di casa. 

Dopo il ritiro nel 2004, Rincon provò a fare l'allenatore, senza grosse fortune. Fu anche telecronista. Così come fu coinvolto, nel 2015, in un'inchiesta internazionale per traffico di droga da cui dopo diverse traversie uscì pulito. Insomma nella vita come in campo, sempre borderline. 

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