Lazio, Tudor: «Voglio essere importante nelle scelte per il club. Col Sassuolo come una finale»

Le parole dell'allenatore durante la conferenza stampa di presentazione della sfida con il Sassuolo

Lazio, Tudor: «Voglio essere importante nelle scelte per il club. Col Sassuolo come una finale»
di Valerio Marcangeli
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Sabato 25 Maggio 2024, 14:58 - Ultimo aggiornamento: 28 Maggio, 17:21

Alla vigilia dell’ultima gara della stagione Igor Tudor è tornato a parlare in conferenza stampa. Ecco come si è espresso il tecnico croato in vista della sfida della sua Lazio contro il Sassuolo.

Che squadra vorrà vedere domani?
«Sarà una partita importante per chiudere bene il campionato e ogni discorso per l’Europa con una bella prestazione. Mi aspetto la miglior Lazio possibile contro una squadra già retrocessa, situazione che potrebbe far sembrare il tutto più semplice. Io però non mi fido di nessuno quindi dovremo prepararla al massimo».

Sull’Atalanta e sulla possibile rivoluzione della rosa.
«Il calcio di Gasperini lo conosciamo tutti da anni, così come l’Atalanta che sta facendo un percorso che è un modello da seguir di programmazione, idee e che dà importanza al progetto dell’allenatore.

Sono un modello anche per l’Europa. Rosa? C’è chi è perfetto e ci può stare col mio calcio e chi fa più fatica però io devo fare i complimenti ai ragazzi per la disponibilità datami finora. Con la società ci siederemo dopo l’ultima partita, faremo le programmazioni e vediamo cosa succederà».

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Su Kamada.
«La volontà di rimanere c’è. Si vedrà questi giorni con la società per parlarne e speriamo di chiudere il prima possibile questa cosa».

Cos’è mancato per fare il salto di qualità?
«Penso che non ci sia mancato nulla, anzi ci sono state tante buone cose, abbiamo vinto tanto e abbiamo fatto tante belle gare, ma nemmeno City e Real le vincono tutte. Il bilancio è molto positivo e sono fiducioso per il futuro. La base è buona per fare une bella stagione il prossimo anno».

Si ripartirà da dei giovani o si cambierà per avere giocatori diversi?
«Ne discuteremo, tutti i club vogliono giocatori forti e giovani. Tutti vogliono giovani fenomeni che ti portano subito a fare risultato. Bisogna vedere ed essere bravi nel creare la squadra, come in ogni settore del lavoro la qualità serve e bisogna essere bravi a scegliere bene, a quel punto si farà una bella stagione, sennò non si fa bene. La bravura è quella che fa la differenza. Vedremo se saremo in grado di fare il lavoro sul mercato in modo giusto e far contenti tutti quanti».

In questi due mesi ha sentito di essere al centro progetto? E dovrà discutere di questo col club?
«Mi sono sentito importante sotto ogni aspetto. Quando abbiamo parlato all'inizio erano questi gli accordi altrimenti non sarei venuto. La Lazio ha sempre dato importanza all'allenatore e questo è uno dei motivi per cui sono qua. Sto bene, penso che si siano fatti due mesi e mezzo giusti con il direttore, ora bisogna programmare bene la prossima stagione, sennò poi si soffre. Io voglio essere importante sulle scelte, penso l'appoggio ci sia, poi ci si metterà al lavoro dopo la partita di domani».

Avrebbe tenuto volentieri Felipe Anderson?
«Pipe lo conoscete meglio di me. Il ragazzo che ho visto lo vorrebbero tutti nella propria famiglia è fin troppo buono, sorride sempre, gioca o non gioca non cambia, non fa mai casini. Ha dei valori umani importanti e poi il giocatore è allo stesso livello: eccezionale, veloce, attacca la profondità, destro, sinistro, completo. Già questa è una risposta quindi».

Ha un rimpianto per non essersi giocato l’accesso in Champions sino all’ultima giornata?
«Dal punto di vista mentale siamo cresciuti abbastanza. L’ultima gara è la dimostrazione: andare lì e giocare contro la miglior formazione dell’Inter non era semplice, questi per me sono segnali importanti. Io ho visto le gare della Lazio contro l’Inter durante l’anno ed erano state diverse. Poi è normale che tutte le partite non possono essere allo stesso livello, qualche sbaglio lo abbiamo fatto, ma bisogna imparare in fretta dagli errori. Poi io stesso devo ancora scoprire qualcosa dai miei giocatori e tutto ciò è una scuola per il futuro».

Su Eriksson?
«Sarà un momento emozionante sicuro. Con Boksic, mio caro amico, abbiamo parlato spesso delle sue doti di allenatore e persona. Erano tempi più romantici di questi, ma sarà un piacere vederlo e sentire due parole. Dovremo trovare motivazioni da tutto ciò per fare bene nell’ultima gara».

Manca un po' di concentrazione nei minuti finali?
«A Milano Gila non ce la faceva più e quel cambio forzato ci ha penalizzato. Sono dettagli che a volte succedono a tutte le squadre, fa parte del calcio, ma non penso che ci sia qualcosa di particolare di cui preoccuparsi».

La preoccupa qualcosa del Sassuolo?
«La rosa non merita di essere retrocessa. Non so se faranno giocare i giovani, ma non mi fido di nessuno. Ho già detto ai ragazzi che sarà una battaglia anche perché nel calcio ci sono tanti esempi di gare del genere andate male, quindi la preparerò come una finale».

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