Rugby, al Galles il quarto Grande Slam, alla Scozia un'incredibile Calcutta Cup

Domenica 17 Marzo 2019 di Christian Marchetti
L'apertura è tutta per il Galles, che alla fine ce l'ha fatta: ha battuto con un mostruoso 25-7 l'Irlanda e conquistato il suo quarto Grande Slam da quando questo torneo si chiama Sei Nazioni. Ma in una giornata che porta piogge torrenziali di birra a Cardiff, alla faccia dell'acqua caduta a secchi sul Principality Stadium, toni trionfalistici devono essere spesi anche per la Scozia che in casa dell'Inghilterra, nel tempio di Twickenham dove non vince dal 1983, pareggia 38-38 mantenendo la Calcutta Cup vinta l'anno scorso. Il trofeo a unico appannaggio di inglesi e scozzesi viene deciso dopo un match che ha dell'incredibile: sotto 31-0 alla mezz'ora, più di un punto al minuto, gli Highlanders hanno ribaltato completamente le sorti della gara.

POVERA ITALIA
Con ordine, partiamo dalla classifica. Primo il Galles con 23 punti, seconda l'Inghilterra a 18, terza l'Irlanda a 14; chiudono Francia (10), Scozia (9) e Italia (0). Gli azzurri vedono la striscia di KO nel Championship allungarsi a quota 22. Da quando la competizione ha assunto il sistema australe per disegnare la graduatoria (4 punti per la vittoria, 2 per il pareggio, 1 supplementare se si realizzano almeno 4 mete e se si perde con meno di 8 lunghezze di svantaggio), e cioè dal 2017, gli azzurri hanno ottenuto soltanto un punto, l'anno scorso.

IL GALLES
Il trionfo dei Dragoni matura al termine di un dominio. A segno già dopo un minuto con la meta di Parkes, la squadra di Warren Gatland ha allungato fin sul 25-0 grazie al piede di Gareth Anscombe: una trasformazione e 6 piazzati. Nel rugby, l'addio alle armi si consuma soltanto all'80°, e, proprio sul finale, l'Irlanda le prova tutte pur di schiodare lo 0 dal tabellino contro, dall'altra parte, una difesa eroica che potrebbe benissimo infischiarsene e andare a festeggiare. Gli ospiti passano invece dopo una battaglia, con Larmour, e con la trasformazione di Carty: 25-7. 

LA SCOZIA
L'Inghilterra ripassa la tabellina del 7: minuto numero 2 e meta di Nowell trasformata da Farrell (7-0); 8', meta Curry e altri 2 punti da Farrell (14-0); 12', meta Launchbury e piede del 10 inglese (21-0) che, tanto per gradire, realizza pure il piazzato al 24' (24-0). Al 28' la segnatura del solito May e i 2 addizionali sempre di Farrell (31-0). Quando anche il più inguaribile ottimista tra i Mister McQualcosa cambia canale in tv, arriva la rimonta delle rimonte: mete di McInally (34'), Graham (46'), Bradbury (49'), ancora Graham (56'), Russell (59') e Johnson (75'). Con le 2 trasformazioni a testa per Russell e Laidlaw fa 31-38. All'80', calcio di punizione per l'Inghilterra sulla linea dei 10 metri, Ford calcia in touche, i padroni di casa premono come ossessi e, dopo altri 2 minuti, lo stesso Ford va a segnare in mezzo ai pali. Trasformazione e 38-38. Ma la coppa è della Scozia.     © RIPRODUZIONE RISERVATA

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