Sudafrica in finale ai Mondiali dopo la partita thriller con il Galles 19-16

Domenica 27 Ottobre 2019 di Christian Marchetti
Nessuna finale europea. La Rugby World Cup 2019 si deciderà tra Inghilterra e Sudafrica come fu nel 2007 (e vinsero gli Springboks), mentre Nuova Zelanda e Galles daranno vita a una finale terzo e quarto posto che va strettissima soprattutto agli All Blacks (venerdì 1° novembre alle 9.45, RaiSport). La semifinale di Yokohama tra Sudafrica e Galles finisce 19-16 e promuove la squadra più lucida a condurre una gara di sportellate. Questione di muscoli e stomaci di ferro, una lotta senza quartiere gudagnando millimetri in verticale e muovendo palla soltanto per poi sentire il "boom" di placcaggi spaccaossa. E' rugby anche questo, non soltanto quello dei ritmi impossibili con cui l'Inghilterra ha sorpreso ieri la Nuova Zelanda.

Ciò che stavolta lascia sorpresi è che proprio il Sudafrica, lo stesso dei bicipiti da ostentare con orgoglio, sia la squadra a cercare maggiormente il gioco a largo. Ciò grazie a un Faf De Klerk diventato oramai padrone assoluto della fantasia Springbok, oltre che della cabina di regia completata dal perfetto Pollard che segna pure 14 dei 19 punti dei suoi. Nemmeno lo stesso De Klerk rinuncia alla battaglia, mettendosi anzi lì a tirare placcaggi e mostrare una faccia tosta invidiabile. Meraviglioso, per esempio, quando oppone orgoglioso i suoi 171 cm ai 197 di Jake Ball che lo afferra per la canotta. 

Meno attiva la mediana gallese Gareth Davies/Dan Biggar. In grande evidenza le mischie e i contatti al limite del codice penale. Poi tanta trincea per rallentare l'uscita del pallone e non scoprire il fianco. Ma 80 minuti così non si possono giocare nemmeno in un manicomio criminale e il Galles ne fa le spese sul piano fisico, perdendo in 5 minuti, nel primo tempo, prima Francis e poi North. Per il resto, la prima frazione è ping pong tra Pollard e Biggar: 3-0 Sudafrica (15'), 3-3 (18'), 9-3 Springbok (20' e 35'), 9-6 (39'). 

Quando, al 46', Biggar firma per la seconda volta il pareggio si comincia a pensare ai supplementari. Come da copione, due minuti più tardi il timoniere sudafricano Erasmus cambia la prima linea ed è come vincere giri ulteriori ai seggiolini volanti, attrazione da luna park chiamata più prosaicamente dal volgo calcinculo. A dare una scossa al match è la meta di De Allende al 57': Pollard entra in bello slalom nella ventidue avversaria, sulla fase successiva il centro Springbok arriva sulla linea senza che Biggar, emblema di una difesa esausta, possa opporgli altro se non qualcosa più di una pacca sulla spalla. Meta e con la trasformazione fa 16-9. Al 65' la risposta del Galles: mischia ai cinque metri, Tomos Williams apre a 200 all'ora per Jonathan Davies che a sua volta scarica per l'accorrente Adams. Halfpenny trasforma da posizione difficile e il 16-16 porta la targa "supplementari". Al 76', però, arriva la zampata decisiva di Pollard dalla piazzola: 19-16 e tutti in palestra. Pardon, a festeggiare. Sabato la finale alle 10 da Yokohama (Rai2). Ultimo aggiornamento: 14:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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