Le lacrime dei senatori Parisse e Zanni: «Le occasioni vanno colte al volo, ma c'è stata anche sfortuna»

Sabato 16 Marzo 2019 di Christian Marchetti
Conor O'Shea, il ct, non sa che dire e in quel consueto italiano da combattimento butta il solito ritornello: «Difficile parlare delle emozioni e delle sensazioni in questo momento. Abbiamo avuto tante opportunità, ho visto volontà. Se vedi il risultato è difficile, ma guardiamo avanti».

Sergio Parisse, il capitano, con tutta probabilità alla sua ultima partita a Roma, è in lacrime quando parla del compagno di squadra Leonardo Ghiraldini, anche lui ai saluti: «Vederlo a fine partita con le stampelle è stata dura. L'infortunio, la delusione per la sconfitta, non meritava tutto questo. Ma so che ora farà di tutto per recuperare e per arrivare al Mondiale. Andremo tutti lì a cercare un sogno, faremo di tutto».
Con gli occhi lucidi, in zona mista, anche il terzo senatore, Alessandro Zanni. Scuote la testa affranto rispondendo sulle condizioni del ginocchio destro di Ghiraldini (interessati comunque i legamenti) e aggiunge: «Lui resta un grande esempio e lo sarà anche per i ragazzi che arriveranno». Poi, con la voce strozzata, «sempre ai giovani azzurri dirò che tutte le occasioni buone che ti capitano devi coglierle al volo. Perché non capitano facilmente. Se non le cogli al volo ti va male e ti va come a me, Leo e Sergio».

ERRORI
Errori su errori, decisioni non sempre azzeccate, incertezze. Se nel rugby controlli la partita, è difficile perdere per un rigore al novantesimo o per un misero matchball giocato male. Parisse parla anche di sfortuna. «Prima che iniziasse avevamo detto che sarebbe stato il Sei Nazioni più difficile, in cui avremmo affrontato squadre che stanno giocando un grandissimo rugby. Ci siamo allenati a un'intensità altissima, non avevo mai svolto un lavoro così duro. E non è soltanto perché sono “vecchio”. In questo momento non ho parole. Ho la sensazione che abbiamo dominato e che ci sia stata un po' di sfortuna. La strada che abbiamo imboccato è giusta, non ce n'è un'altra. Siamo più competitivi di prima e non penso che oggi la Francia fosse superiore».
Già, ma quanto alle decisioni, come quella di giocare in touche tutte le punizioni del primo tempo? «Questo è il tipico esempio di “partite giocate dopo” - fa Parisse con la voce alterata - Sì, potevamo calciare. Nel secondo tempo l'abbiamo anche sbagliato, un calcio. Se le scelte che prendi portano esiti positivi allora anche la scelta viene considerata positiva, ma a posteriori. Sentivo che eravamo dominanti, che mancava poco per segnargli una meta, e ho provato. Tutto qui».

MONDIALE
Il numero 8 azzurro guarda al futuro, al Mondiale, ma senz'altro impiegherà un bel po' prima di dimenticare questo Italia-Francia. «Sono uscito da questa partita con la frustrazione di dire “Abbiamo avuto palla e non siamo stati capaci di vincere”. Se a voi dà fastidio questa sconfitta, non avete la pur minima idea di come ci sentiamo noi adesso. In alcune occasioni siamo stati come cavalli. Senza lucidità. In altre ci si è messa la sorte: quante volte ti capita, in partita, un calcetto sul palo o la palla che ti sfugge in tuffo mentre vai in meta? Mi dispiace soprattutto per il gruppo, non per me».
Il futuro, visto da Conor O'Shea, suona invece così: «Le opportunità... Oggi ho visto una partita in cui sarebbe stato più semplice segnare quattro mete che non segnarle. Dobbiamo migliorare ancora. Quest'estate saremo ancora insieme per mettere a punto il Mondiale e miglioreremo ulteriormente. Se faremo le cose giuste, al Mondiale saremo ancora più competitivi».
Nomi nuovi per la prossima Italrugby?
«Abbiamo tante persone fuori per infortunio. Di nomi, in testa, nel complesso ne abbiamo 50, ma più di tutto speriamo di recuperare Leo. In tutta la partita ha sbagliato soltanto una touche lanciata un po' più alta». Ultimo aggiornamento: 19:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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