Rugby, Italia sempre peggio: il Galles passeggia 7-48 all'Olimpico

Rugby Italia diretta oggi dalle 15.15 sfida al Galles imbattuto nel Sei Nazioni: all'Olimpico rientra Varney
di Paolo Ricci Bitti
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Sabato 13 Marzo 2021, 02:41 - Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 18:41

Rugby Italia Sei Nazioni in diretta: oggi all’Olimpico deserto sfida fra azzurri e Galles per il 4° turno del Sei Nazioni.

Disastro

Quattro mete sul groppone nel primo tempo e tre nel secondo e nemmeno un straccio di occasione di segnare su azione per gli azzurri, ultimissimi della classe contro i primi, contro i gallesi imbattuti che senza nemmeno spettinarsi spadroneggiano sul prato dell'Olimpico. Insomma, anche peggio del peggio previsto perché in autunno dopo un'ora di gioco a Llanelli il tabellone diceva 18-18 con in campo molti degli stessi protagonisti da una parte e dell'altra. Sì, è vero che l'Italia una meta l'ha segnata, ma correva già il 51' quando la partita era già bella che seppellita da oltre mezz'ora: l'ala Ioane s'è inventato un calcetto a scavalcare da una palla ferma. Un numero di gran classe, ma frutto del suo patrimonio personale e non certo basato su una qualche minima strategia azzurra che prima del the la liena di meta gallese l'hanno vista solo con il binocolo.

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Il Galles dall'autunno scorso non ha fatto che crescere, mentre l'Italia non ha fatto che avvilupparsi in un progetto di gioco che evidentemente non porta da nessuna parte. Il capitale umano a disposizione del ct Franco Smith è questo (mancano solo Minozzi per incomprensioni e Polledri per infortunio) ed è certo inferiore, assai inferiore a quello di tutti i rivali, ma allora proprio per tale motivo bisognerebbe inventarsi un piano per limitare i danni. Nessuno dotato di senno gli chiede di vincere, ché la litania dell'attuale striscia di 31 sconfitte consecutive nel Torneo è scritta nel marmo delle oggettive differenze di peso rispetto agli avversari, ma almeno si potrà tentare di recuperare l'abc del gioco, la mischia chiusa, la difesa?

In settimana Smith ha detto che ai giocatori per vestire la maglia della nazionale servono testa, cuore e "attributi" e che lui può agire su tecnica e tattica, ma non sul carattere (insomma, gli attributi). Sarà, ma intanto i suoi giovani azzurri, che pure si dannano l'anima su ogni pallone, sono in balia degli avversari senza nemmeno un temperino in tasca per tentare di smontare i cingoli del carro armato gallese. Meta dopo meta, in pratica una a ogni attacco dal 7'al 29' più una al 34' annullata per un passaggio in avanti, sale sull'Italia una coltre di sconforto difficile da scostare.  Lo stesso ct è stato inquadrato mentre si teneva la testa fra le mani.

Di fatto il Galles ha chiuso la pratica in 29 minuti, poi si è allenato in vista del match contro la Francia che può regalargli un insperato Grand Slam (tutte vittorie). Una noia amarissima di partita, insomma, non più accettabile per il senso di inadeguatezza che trasmette l'Italia. 

Degli azzurri commuovono la lucidità di un diciannovenne come Varney, la ritrovata verve di Negri, l'impegno di Lamaro e Meyer, ma poi non essere lo stesso capitano Bigi ad aprire il match con due errori che costano un piazzato e un cartellino giallo (contro di lui). Positivo anche il rientro di Bellini, ma sono briciole di quel pane secco che almeno un tempo si riusciva a mettere sulla tavola e che ora possiamo solo sognare.

Gli occhi lucidi del ct

Franco Smith nel dopo partita ha gli occhi gli lucidi, la voce si incrina: «Sono una persona di cuore, do tutto ogni volta, sono umano - spiega il ct azzurro senza trattenere qualche lacrima - Facciamo tanti sacrifici e stiamo lavorando molto duro. Mi spiace per i ragazzi, ci mettono sempre cuore e sudore, e vengono sempre criticati. Nello staff tecnico ci sono uomini come De Carli e Troncon, anche loro hanno fatto questo tipo di percorso, che non è una novità per l'Italia. Il mio impegno non cambia, sono pronto e carico per affrontare la prossima gara nel miglior modo possibile. Siamo tutti delusi, non posso nasconderlo - prosegue il 48enne coach sudafricano - È difficile dire se oggi è stata la nostra peggiore performance, di certo le aspettative attorno alla squadra erano cresciute. Abbiamo finito lottando e placcando, in certi periodi della partita questi ragazzi, che lavorano per rendervi orgogliosi, hanno giocato molto bene. Anche dentro il nostro percorso di crescita questa sconfitta pesa: c'è tanto lavoro duro da fare, fisicamente siamo migliorati e con il Galles abbiamo pagato a caro prezzo i due cartellini gialli, subendo cinque mete in 14».

TABELLINO

Marcatori: p.t. 3' c.p. Biggar (0-3); 8' m. Adams tr. Biggar (0-10); 13' m. Faletau (0-15); 21' m. Owens tr. Biggar (0-22); 30' m. Owens (0-27); s.t. m. North tr. Biggar (0-34); 10' m. Ioane tr. Garbisi (7-34); 19' m. Sheedy tr. Sheedy (7-41); 25' m. Rees-Zammit tr. Sheedy (7-48).


Italia: Trulla (3' s.t. Padovani); Bellini, Brex, Canna, Ioane (7'-17' p.t. Fabiani; 26'-28' s.t. Zilocchi); Garbisi (14' s.t.
Mori), Varney (22' s.t. Violi); Lamaro, Meyer (25'-35' p.t. Mbanda'), Negri; Sisi, Cannone (11' s.t. Lazzaroni: 22' s.t.
Mbanda'); Zilocchi (33' p.t. Riccioni), Bigi (cap), Fischetti (25' s.t. Lovotti).
All. Smith.
Galles: Li. Williams; Rees-Zammit, North (5' s.t. Halaholo), J. Davies (12' s.t. Lo. Williams), Adams; Biggar (12' s.t. Sheedy), G.Davies; Faletau (12' s.t. Wainwright), Tipuric, Navidi; Alun Wyn Jones (cap) (17' s.t. Carre), Hill; Francis (4' s.t. Brown), Owens (12' s.t. Dee), A. Jones (13' s.t. Ball).
All. Pivac.
Arbitro: Barnes (RFU).
Cartellini gialli: 7' p.t. Bigi, 27' s.t. Riccioni.
Calciatori: Garbisi (Italia) 1/1, Biggar (Galles) 4/6, Sheedy
(Galles) 2/2.
Player of the match: Josh Navidi (Galles).

La vigilia

Giovani azzurri sempre ko, veterani del Wales invece imbattuti: vantano 979 caps (155 il gigantesco capitano Alun Wyn Jones!) rispetto ai 236 degli italiani fra i quali rientra il 19enne Stephen Varney, nato in Galles: il papà è gallese, ma sul versante materno le radici made in Italy portano a Cesena e Parma e a un bisnonno fatto prigioniero in Africa nella II guerra mondiale e deportato nel Principato, dove decise di restare avviando una fattoria. Con lui l'Italia gioca di certo ad un maggior numero di giri. Velocità che aiuta l'altro regista, Garbisi, a sfruttare le notevoli doti di fantasia e potenza.

Rugby Italia Sei Nazioni in diretta

Il capitano Luca Bigi e il ct Franco Smith hanno ripetuto anche questa volta che scenderanno in campo per vincere, il che è verissimo tanto quanto il fatto che sarà già lusinghiero limitare i danni e contenere il passivo che anche il più prudente dei bookmaker valuta in almeno 30 punti. Il Galles, alla vigilia del Sei nazioni ritenuto la squadra più avvicinabile (non certo battibile, comunque) ha invece ingranato la sesta e dopo un autunno incerto ha cominciato l'anno a suo di vittorie. Ha già schiantato Inghilterra, Scozia e Irlanda vincendo la Triplice Corona e, dopo il match odierno senza patemi, tenterà di conquistare un insperato Grand Slam (tutte vittorie) contro la Francia.  Impietose, contrario, le statistiche dei primi tre turni dell'Italia, giunta alla 30a sconfitta di seguito nel Torneo: finora ha accumulato un passivo di 101 punti incassando 5 o 6 mete a partita. In classifica non c'è così nemmeno un punto di bonus per il quale bisogna segnare almeno 4 mete o perdere con uno scarto non superiore a 7 punti, miraggi finora per la truppa del ct sudafricano. Tutto ampiamente previsto del resto, anche se si poteva sperare in sconfitte meno pesanti. Oltre a Varney si rivede titolare l'ala Bellini, mentre in panca rispuntano Padovani e Violi. Sulla carta la nostra verdissima mediana Garbisi-Varney (39 anni in due) può reggere il confronto con Biggar e Davies, ma in tutti gli altri reparti i Dragoni sono nettamente superiori. Per quanto improbabile, bisogna sperare che il pronostico così schiacciante a loro favore li faccia scendere in campo con un po' di sicumera nello stadione romano ancora desolatamente vuoto così come il Foro Italico e le strade del centro che senza pandemìa da Covid avrebbero accolto almeno 12mila fedeli in festa con la maglia rossa e le tre piume di struzzo e altri 50mila in azzurro.

Paolo Ricci Bitti

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Il programma

Guinness Six Nations 

Quarto turno: ieri Italia-Galles 7-48; Inghilterra-Francia 23-20; oggi alle 16 Scozia-Irlanda (MotorTrend). Classifica: Galles p. 19 (+63); Francia (+39) p. 10*; Inghilterra (+5) p. 10; Irlanda (+31) p. 7; Scozia (+4) p. 5*; Italia (-142) p.0. (* una partita in meno).

Le formazioni

Italia: 15 Jacopo Trulla, 14 Mattia Bellini, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Carlo Canna, 11 Montanna Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Michele Lamaro, 7 Johan Meyer, 6 Sebastian Negri, 5 David Sisi, 4 Niccolo Cannone, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi (cap.), 1 Danilo Fischetti.
A disp.  16 Oliviero Fabiani, 17 Andrea Lovotti, 18 Marco Riccioni, 19 Marco Lazzaroni, 20 Maxime Mbanda, 21 Marcello Violi, 22 Federico Mori, 23 Edoardo Padovani

All. Franco Smith

Galles: 15 Liam Williams, 14 Louis Rees-Zammit, 13 George North, 12 Jonathan Davies, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Josh Navidi, 5 Alun Wyn Jones (cap.), 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Wyn Jones
A disp. 16 Elliot Dee, 17 Rhys Carre, 18 Leon Brown, 19 Jake Ball, 20 Aaron Wainwright, 21 Lloyd Williams, 22 Callum Sheedy, 23 Uilisi Halaholo

All. Wayne Pivac


Arbitro: Wayne Barnes (Inghilterra)
Guardalinee: Pascal Gauzere (Francia), Christophe Ridley (Inghilterra)
TMO: Tom Foley (Inghilterra)

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