Rugby, Italia delude a Treviso, l'Argentina domina 16-37 Meta azzurra di Varney. Gli All Blacks battuti dall'Irlanda 29-20

(Foto Cfp - Pino Fama) Rugby diretta live oggi dalle 14, Italia sfida Argentina a Treviso: quell'esodo dalle Ande agli Appennini. Stadio per pochi
di Paolo Ricci Bitti
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Sabato 13 Novembre 2021, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 11:30

Se sei la 14a squadra - l'Italia -  al mondo e vuoi battere l'8a - l'Argentina - devi giocare oltre il massimo delle tue capacità sperando pure che gli avversari non siano in giornata. Epperò gli azzurri a Monigo di Treviso contro i Pumas non hanno - si spera - giocato al massimo, anzi, in pochi sono arrivati al 6 e, in generale, hanno mostrato tutta la loro immaturità quando in ballo c'è qualcosa di più rispetto al fare bella figura davanti agli impossibili All Blacks. E' finita 15-37 (p.t. 6-17): 5 mete a una, Argentina mai preoccupata di cedere.

Contro i più forti del mondo, sabato scorso a Roma, al 28' l'Italia resisteva sullo 0-0, contro l'Argentina che quest'anno aveva sempre perso al 28' eravano già 0-17 con due mete letteralmente regalate dagli italiani: Minozzi prima e Ioane dopo surclassati, e parliamo di due degli azzurri più talentuosi. E poi di nuovo la touche imprecisa per i lanci di Lucchese e la difficoltà di avanzare palla in mano, nell'uno contro uno. E così per tutto il match, tanto possesso (54%) e pochissima efficacia. E ancora meno lucidità. Un'altra squadra rispetto a 7 giorni prima.

"Abbiamo sbagliato troppo - ha detto uno sconsolato capitano Michele Lamaro - Ho anche pensato, a metà della ripresa, che avremmo potuto riprenderli, ma in realtà non ci siamo mostrati uniti, compatti in quell'idea di gioco d'insieme con cui costruire quell'identità di squadra che è il nostro obbiettivo, al di là del risultato e del punteggio".

E il ct Crowley: "Concesse soft tries (mete facili, ndr) poi è difficile giocare quando si è dominati nel gioco aereo e in touche. Poca consistenza e tanto lavoro ancora da fare in vista dell'Uruguay la settimana prossima".

Tra fare e disfare, perdere touche e poi anche mischie, quando è uscito Riccioni per infortunio al ginocchio sinistro che si annuncia grave, gli azzurri hanno brillato solo in occasione della meta di Varney, 20 anni, al 47', dopo prolungate cariche degli avanti guidati in particolare da Negri: il punteggio di 13-24 non pareva così definitivo, ma era da folli pensare a una rimonta contro i Pumas che per di più non sempre hanno dato l'idea di giocare al massimo. E infatti neppure il successivo piazzato di Garbisi, preciso dalla piazzola, meno nella manovra, ha alimentato illusioni sul 16-24: di lì in poi sul tabellino solo altre mete argentine. 

L'Italia resta una squadra da 14° posto che sabato prossimo batterà a Parma l'Uruguay (17a), mentre i Pumas valgono l'8° gradino della graduatoria mondiale, meritevoli di giocare in uno stadio più vasto dellinspiegabilmente stabilito "Monigo" di Treviso, sì stipato (al 75% per norme anti Covid) ma solo da 3.750 fedeli, record negativo di pubblico per l'Italia da quando si frequenta il Sei Nazioni. Un'altra brutta notizia per il rugby italiano.  

Dal ristretto Monigo al grande Aviva Stadium di Dublino: ecco che cosa attende i  Pumas domenica prossima quando sfideranno l'Irlanda che nel frattempo ha battuto di nuovo gli All Blacks (29-20) davanti a 56mila spettatori ebbri di felicità che non volevano più lasciare le tribune di Lansdowne Road. Nelle ultime 8 sfide dal 2018 è la terza volta che i verdi battono i tutti neri: siamo già oltre il mito.

La partita di Treviso

Primo tempo

Due mete regalate su due, come se l'Argentina ne avesse bisogno, e in 28 minuti: dov'è finita la grinta e la concentrazione degli azzurri che la settimana scorsa avevano inchiodato sullo 0-0 gli All Blacks per quasi mezz'ora? Al Monigo di Treviso, invece, davanti ad appena 3.750 fedeli (altri non ce ne stanno, ma resta il record negativo) nessun furore, nessuna lucidità: al 28' i Pumas hanno già messo in tasca mezza partita 0-17) e senza nemmeno dover usare le zanne e gli artigli. All'8' Boffelli strappa il pallone dalle braccia di Minozzi e serve Kremer che deve solo sprintare per pochi metri prima di tuffarsi in meta. Poi un facile penalty perché gli avanti azzurri isolano: 0-10 al 14'. Poi l'altro regalo regalissimo al 28': da un confuso attacco dei Pumas, pure loro molto meno quadrati del match perso sabato scorso con la Francia, il pallone carambola davanti ai piedi di Ioane che - Abc del rugby - dovrebbe tuffarsi sopra di esso. Una balaità per un giocatore dall'agilità felina come lui: invece un piede argentino lo tocca di punta permettendo a Gonzales di toccare, incredulo e felice, in meta: 0-17. Tutto demerito dell'Italia che ha inoltre di nuovo fatto acqua in touche (perse le pime due). Varney, il mediano di mischia è meno preciso del solito e, soprattutto, gli azzurri giocano disuniti: troppo facile per quei veterano degli argentini. Negli ultimi 10 minuti prima del the fiammeggia qualche lampo azzurro che vincono - eureka - un paio di touche conquistando un primo penalty trasformato da Garbisi al 31' (3-17). E al 40' finalmente la prima linea azzurra Riccioni, Lucchesi e Nemer piega quella argentina (evento raro assai) raggranellando un altro piazzato: 6-17. Non basterà a salvare il match, ma è meglio di niente.

La ripresa

Anche la ripresa comincia al contrario delle aspettative degli italiani: già al 42' Moroni può tuffarsi in meta alla bandierina perché gli azzurri semplicemente non difendono. Forse attendevano il fischio dell'arbitro per una irregolarità fantasma, ma intanto i Pumas giocano chiudendo definitivamente il match: 6-24. Proprio non ci siamo e nessuno illude nemmeno quando l'Italia accorcia prima con un penalty di Garbisi al 47' (9-24) e neppure quando arriva la prima meta con il mediano di mischai Varney che si intrufola fra le gambe degli argentini dopo una buona serie degli avanti fra i quali spicca Negri, fra i pochi ad arrivare al 6 meno meno a Treviso. Allora siamo sul 16-24 al 49' e ci sarebbe ancora il tempo di mostrare qualcosa di buono, ma non è davvero giornata per l'Italia del neo capitano Lamaro che si danna l'anima per tenere insieme il gruppo che intanto perde il pilone Riccioni: durante un cambio di passo al roccioso abruzzese cede il ginocchio sinistro. E così cominciamo a perdere anche la piattaforma delle mischie chiuse, ovvero poco uniti e senza munizioni: in balia dei Pumas, in altre parole. Almeno la meta di Cordero del 16-29 al 54' se la sono costruita e così anche quella del 76' di Bosch da penaltouche. Tra il commovente e il deprimente l'ultimo minuto, con gli azzurri all'attacco (hanno avuto alle fine il 54% del possesso, un tesoro sprecato), orgogliosi di tentare di segnare una meta inutile per il punteggio e gli argentini altrettanto puntigliosi a non condederla. Beh: l'Italia ha cominciato a caricare ai 5 metri salvo retrocedere, palla in mano, di 50 metri fino a perdere la palla rischiando pure di subire un'altra meta. L'ex capitano argentino, Matera, pietoso: ha calciato fuori.

Il tabellino

Treviso - Stadio Comunale di Monigo

Sabato 13 novembre 2021

Italia v Argentina 16-37 (6-17)

Marcatori: PT 10’ m. Kremer, r. Boffelli (0-7); 15’ cp Boffelli (0-10);  28’ m Gonzalez, t. Boffelli (0-17); 32’ cp Garbisi (3-17); 40’ cp Garbisi (6-17). ST 42’ m. Moroni, t. Boffelli (6-24); 47’ m. Varney, t. Garbisi (13-24); 50’ cp Garbisi (16-24); 54’ m. Cordero, nt (16-29); 63’ cp Boffelli (16-32); 76’ m. Bosch, nt (16-37)

Italia: 15 Matteo MINOZZI (55’ Mori); 14 Edoardo PADOVANI, 13 Juan Ignacio BREX, 12 Luca MORISI, 11 Montanna IOANE; 10 Paolo GARBISI, 9 Stephen VARNEY (70’ Fusco); 8 Giovanni LICATA (8’ st Ruzza), 7 Michele LAMARO (c), 6 Sebastian NEGRI (55’ Pettinelli); 5 David SISI (8’ st Fuser), 4 Niccolò CANNONE; 3 Marco RICCIONI (10’ st Ceccarelli), 2 Gianmarco LUCCHESI (64’ Bigi), 1 Ivan NEMER (48’ Fischetti)

A disposizione: 16 Luca BIGI, 17 Danilo FISCHETTI, 18 Pietro CECCARELLI, 19 Marco FUSER, 20 Federico RUZZA, 21 Giovanni PETTINELLI (esordiente), 22 Alessandro FUSCO (esordiente), 23 Federico MORI 

Head Coach: Kieran Crowley

Argentina: 15 Emiliano BOFFELLI; 14 Santiago CORDERO, 13 Matias MORONI, 12 Jeronimo DE LA FUENTE (70’ Cinti), 11 Mateo CARRERAS; 10 Santiago CARRERAS (60’ Sanchez), 9 Tomas CUBELLI (65’ Bertranou); 8 Facundo ISA (10’ st Grondona), 7 Juan Martin GONZALEZ, 6 Pablo MATERA; 5 Tomas LAVANINI (65’ Paulos), 4 Marcos KREMER; 3 Francisco GOMEZ KODELA (55’ Medrano), 2 Julian MONTOYA (C – 70’ Bosch), 1 Thomas GALLO (60’ Calles)

A disposizione: 16 Facundo BOSCH, 17 Ignacio CALLES, 18 Santiago MEDRANO, 19 Lucas PAULOS, 20 Santiago GRONDONA, 21 Gonzalo BERTRANOU, 22 Nicolas SANCHEZ, 23 Lucio CINTI

Head Coach: Mario Ledesma

Arbitro: James Doleman (NZRU)

Cartellini: 

Calciatori: Boffelli 5/6; Garbisi 4/4

Note: Giornata grigia e tipicamente autunnale, terreno di gioco in ottime condizioni, spettatori 3750 (sold out): Esordio per il veneziano Pettinelli (Azzurro n. 711) e per il napoletano Fusco (Azzurro n. 712).

Player of the Match: Emiliano BOFFELLI (ARG)

(Foto Cfp - Pino Fama)

L'attesa

Che smisurato e sorprendente regalo sarebbe se oggi a Treviso gli azzurri battessero i Pumas, i terribili e magnifici argentini del rugby che un anno fa sbranarono persino gli All Blacks. Gli argentini che sono nostri cugini, fratelli, parenti così stretti che ormai da due generazioni parecchi dei loro millanta talenti scelgono di giocare per la nazionale dei loro avi, già, l'Italia. Solo a citare Dominguez, per dirne uno in rappresentanza di tutti, vengono gli occhi lucidi.

Oggi in campo ne schieriamo “solo” due: il centro Juan Ignacio Brex e la novità Ivan Nemer, pilone sinistro di 23 anni che in realtà di solito gioca a destra, ma in passato il tasso di "argentinità" in azzurro ha raggiunto ben altre vette. Un esodo che accelera e rallenta secondo l'andamento travagliato dell'economia argentina e dei regolamenti internazionali e che comunque viaggia solo dalle Ande agli Appennini, mai nel senso inverso e non solo per quanto riguarda l'Italia: l'Argentina e il Sud Africa sono da sempre le uniche nazionali ovali orgogliosamente autarchiche. I loro giocatori possono anche emigrare cambiare casacca e recuperare altri passaporti, ma nessun oriundo o equiparato ha mai giocato per i Pumas o per gli Springboks. Meraviglioso.

Dove vedere Italia-Argentina in tv

Italia-Argentina, oggi alle 14 a Treviso, stadio Monigo, sarà trasmessa in diretta live da Sky Sport Uno e Sky Sport Arena e Cielo, canale 26. Ovviamente il match sarà fruibile anche sui tablet, smartphone e smart tv per tutti i clienti Sky

 

Possibilità di vittoria per la truppa del capitano Michele Lamaro, padrone di casa visto che guida anche il Benetton? Pochine tendenti allo zero, perché l'Argentina è 8a nel ranking mondiale e l'Italia 14a, perché è vero che questi sudamericani vanno al tappeto da 7 match consecutivi, ma gli azzurri fanno lo stesso da 15 e pur avendo affrontato avversari di rango inferiore, a parte gli All Blacks che ci hanno impacchettato sabato scorso. Pochine perché gli avversari ammassano 619 caps (presenze) rispetto ai 225 degli italiani appena affidati al ct neozelandese Kieran Crowley. E poi gli azzurri non atterrano i Pumas dal 2008 (a Cordoba) e addirittura dal 1998 in casa: solo 5 vittorie e un pareggio su 22 match. Morale: la vittoria dell'Argentina è data in pratica alla pari dagli allibratori.

«Ma non scendiamo certo in campo – tuona Lamaro – pensando di limitare i danni. L'Argentina è fortissima, ma non è la Nuova Zelanda e non è nemmeno in stato di grazia anche se la Francia sabato scorso ha faticato tantissimo per superarli (29-20). Nessuno, com'è logico, si attendeva che battessimo gli All Blacks (a Roma è finita 9-47, ndr), ma in tanti, a cominciare da noi giocatori, sperano nell'impresa contro i Pumas: una responsabilità pesante che siamo onorati di caricarci sulle spalle. Dovremo essere feroci come e più di loro nei placcaggi e precisi al micron nei movimenti in touche e in avanzamento, ci abbiamo lavorato molto in settimana. Fisicamente siamo convinti di poter reggere il confronto, poi, sì, loro hanno molta più esperienza di noi ma di certo siamo alla pari per quanto riguarda la la “fame” di vittoria, una componente essenziale del nostro gruppo che sta nascendo sotto la guida di Kieran (Crowley). Sì, possiamo dire proprio una "famiglia".

Poderosa (ma non come un tempo) nel santuario della mischia, ricca di estro nel gioco al piede e nei trequarti, l'Argentina è da sempre la rivale che certifica la nostra situazione, i progressi e le involuzioni del gioco azzurro. Oggi il ct Crowley ha spostato parecchi “pezzi” sulla scacchiera richiamando ad esempio il grintoso Licata a numero 8 e Padovani e Morisi fra i trequarti, più esperti di Zanon che pure risulta in gran forma. Cinque cambi rispetto al match con gli All Blacks, mica pochi contro una squadra che gioca a memoria come l'Argentina: magari si poteva attendere una settimana perché con l'Uruguay è tutta un'altra storia. Magari.

La chiave resta affidata alla prima linea Nemer, Lucchesi (speriamo bene nei lanci in touche) e Riccioni che lotteranno contro un maestro della mischia come il capitano Montoya e contro la rivelazione Thomas Gallo, 22enne pilone tascabile veloce e agile come un'ala, uno spettacolo anche per la felicità del Benetton Treviso che con ottimo intuito l'ha ingaggiato alloggiando in un appartamento proprio con Nemer. La mediana verdissima (41 anni in due) Garbisi e Varney avrà poi la possibilità di costruire e non solo di difendere: palla in mano crescono di partita in partita. La battaglia degli azzurri per ribaltare il pronostico si annuncia rovente.

Uno stadio per pochi

Ah, speriamo infine che non ci sia troppo traffico in via Toscana, angolo via Liguria, e neppure troppi panni stesi ai balconi quando Garbisi o Sanchez dovranno calciare fra i pali con le telecamere che porteranno in tutto il mondo questo scorcio periferico di Treviso che, ben visibile, circonda lo stadio di “Monigo”, casa del Benetton. Con una scelta incomprensibile la Fir ha deciso di ospitare qui i Pumas provenienti dallo Stade de France di Parigi (82mila posti) e diretti all'Aviva Stadium di Dublino (56mila). Così diventa un'amarissima notizia il “tutto esaurito” fatto registrare in poche ore per questo test-match alloggiato in un ministadio da 4.500 posti ridotti per di più a 3mila per le limitazioni del Covid. Insomma, i biglietti per il “Monigo” sono bruciati in un lampo. Detto anche che domani una partita che non è nemmeno test-match, ovvero Italia “A”-Uruguay verrà giocata al Plebiscito di Padova (11mila posti) non resta che registrare la grande occasione mancata: nei precedenti incontri a Torino, Genova, Verona o Roma, l'Argentina ha sempre richiamato decine di migliaia di fedeli che questa volta resteranno scornati a casa davanti alla tv facendo mancare incasso e immagine al rugby italiano.

Paolo Ricci Bitti

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