Rugby, Adelina Corbanese morta a 55 anni: addio alla pioniera della nazionale, operaia e sindacalista che placcò anche i pregiudizi. Donati gli organi Foto Video

La Federazione ha disposto un minuto di silenzio domenica su tutti i campi d'Italia

Adelina Corbanese e l'ex presidente della Fir, Giancarlo Dondi
di Paolo Ricci Bitti
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Giovedì 21 Ottobre 2021, 00:33 - Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 21:53

Adelina Corbanese è morta a 55 anni, all'improvviso, a Treviso. E' stata convocata direttamente in Paradiso perché - come cantano i gallesi - lei sulla Terra aveva già vissuto l'inferno della prima linea: pilone sinistro, pietra angolare della mischia, architrave del gioco del rugby. Nessun ruolo è più duro, nessun ruolo ti carica sulle spalle tanto peso, tanta responsabilità. Giocare a rugby per una ragazza, poi, 35 anni fa, significava davvero avventurarsi in un mondo sconosciuto in cui sfidare più i pregiudizi che i placcaggi delle avversarie. Significava pagarsi tutte le spese, dedicare tutte le ferie per le trasferte se si lavorava e tutte le notti allo studio se si era studentesse. Era ed è ancora così in quasi tutto il mondo, del resto, perché il rugby femminile è faticosamente sbocciato più o meno dappertutto a metà degli anni 80, mentre quello dei maschi aveva raggiunto via via ogni angolo del globo da metà dell'Ottocento scavando però profondi solchi ancora oggi esistenti tra fondatori e ultimi arrivati.

Un cammino tutto in salita quello delle ragazze:  all'epoca neppure la Federazione le degnava dell'ufficialità, tanto è vero che Adelina "Ade" Corbanese, con la maglia numero 1, ha vinto i primi campionati, i primi scudetti, con le Red Panthers di Treviso sotto l'ombrello illuminato dell'Uisp. Che poi "primi scudetti" non va mica bene, non è esatto: le trevigiane della Benetton - con la mischia ancorata alle caviglie e alla schiena di Adelina, e anche ai suoi sorrisi contagiosi e alle sue frasi "Dai, Tose" orgogliosamente in dialetto - hanno vinto i primi cinque scudetti Uisp dal 1985 al 1991 e poi tutti gli altri targati Fir fino al 2003. Sono 19 scudetti uno dopo l'altro. Sì, un record assoluto e imbattuto.

Intanto nel 1985 aveva debuttato anche la nazionale: a Riccione contro la Francia, 0-0, ottimo e abbondante perché le francesi - al solito - pensavano di vincere facile. L'anno dopo arriva pure Adelina (sempre contro la Francia, ma a Bardos) per il suo primo cap che nel 2003 sono diventati 39, compresa la prima Coppa del Mondo nel 1991 in Galles e quella della 2002 in Spagna. Ultima presenza nel 2003 contro la Svezia per la giocatrice numero 19 nella storia della nazionale. Ma il rugby ha continuato a scandire le sue giornate: subito allenatrice nel vivaio Benetton con la passione divisa con il marito Luigi "Gigi" Zanatta (ex Villorba, tecnico del Silea), pilone pure lui, e la figlia Cristina. Rugby e lavoro in fabbrica, prima ai telai della Monti poi all'assemblaggio di elettrodomestici alla De' Longhi. Da rappresentante sindacale ingaggiò, con il piglio da pilone, una storica mischia con l'azienda che subì il "carrettino" concedendo più pause per andare in bagno durante i turni alla catena di montaggio. 

Se per tante bambine è oggi normale e persino consigliato divertirsi giocando a rugby, è anche per la fiera determinazione di pioniere come Adelina che ieri, per colpa di quell'emorragia cerebrale inaspettata, ha preso in contropiede i cuori di tutto il mondo ovale e ha passato la palla. I suoi organi saranno donati.

Le azzurre alla Coppa del Mondo 1991 in Galles: Anna Basile, Martina Bettella, Cristina Boncilli, Federica Bortolato, Marta Breda, Paola Brigato, Beatrice Brocca, Antonella Castellano, Wilma Castellari, Adelina Corbanese, Teresa Fregola, Marzia Ghibardini, Manuela Grifolato, Sonia Lai, Silvia Lolli, Sabrina Melis, Erika Morri, Lorena Nave, Carla Negri, Mafalda Palla, Stefania Scaldaferro, Roberta Segantini, Flavia Sferragatta, Sedra Tartagni, Michela Tondinelli e Maria Cristina Tonna. 

Paolo Ricci Bitti

Adelina Corbanese e l'ex presidente della Fir Giancarlo Dondi durante la cerimonia della consegna dei Caps (cappellini ovvero presenze in nazionale) nel salone d'onore del Coni

La nota della Fir

Francesca Gallina, Consigliera Federale FIR, compagna di Adelina Corbanese con la Benetton Rugby e alla Rugby World Cup 2002, ha dichiarato: “Un profondo senso di tristezza è ciò che sento a fronte di una perdita, del tutto inattesa, di una persona cui non sono mai mancati il sorriso e la forza, tratti che conosce bene chi ha avuto il privilegio, come me, di giocarci insieme o di affrontarla da avversaria. Ade è stata una delle pioniere del rugby femminile italiano, oggi ci restano tanti ricordi bellissimi sul campo e fuori dal campo e il pensiero di tutte e tutti noi va a Gigi e a Cristina, anche loro parte del nostro mondo di rugbyste e rugbysti. Dobbiamo onorare la sua memoria pur in un momento di grande dolore e smarrimento come quello di oggi, lavorando ciascuno, per quanto è possibile, perché il rugby femminile continui il percorso di sviluppo in cui lei ha creduto e a cui ha dato generosamente il proprio contributo”.

In memoria di Adelina Corbanese il Presidente federale Marzio Innocenti ha disposto che un minuto di silenzio venga osservato, nel weekend, su tutti i campi d’Italia. 

Alla famiglia Corbanese le più sentite condoglianze del Presidente Innocenti, del Consiglio Federale e dell’intero movimento rugbistico italiano. 

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