Il capitano Parisse avverte l'Inghilterra: «Sarà la nostra partita più importante, aggrediamoli»

Venerdì 8 Marzo 2019 di Christian Marchetti
Ha voglia di giocare. Voglia di sfidare i maestri, oltre che - va da sé - interrompere l'immonda striscia di sconfitte al Sei Nazioni al momento ferma a quota 20. Ma Sergio Parisse, il capitano dell'Italia nonché giocatore più presente nella storia del torneo (68 caps), ha anche tanta voglia di parlare alla vigilia di Inghilterra-Italia, quarto turno del Championship 2019 in programma domani (sabato 9 marzo, ore 17.45, diretta Dmax). 
"Per noi sarà la partita più importante di questo Sei Nazioni - dice nella pancia del tempio di Twickenham, al ritorno dopo l'assenza forzata contro l'Irlanda -  Arriva dopo tre partite in cui abbiamo mostrato comunque tantissime cose buone e la squadra ha raggiunto livelli fisici importanti, che poi era uno dei punti su cui Conor O'Shea puntava sin dall'inizio del suo lavoro da ct. Non è abbastanza, lo so, ma significa che la direzione imboccata è giusta".

"FOX"
Due anni fa fu la "Fox" (volpe), la pensata dell'allora allenatore della difesa, Brendan Venter. Nessuno a contestare palla a terra, linea di fuorigioco quindi "virtuale" e maggiore pressione sul portatore di palla in maglia bianca. Nel mondo del rugby si parlò molto di quella partita, tanto che il board si mise d'impegno anche per modificare le regole. Beh, gli inglesi (ct Eddie Jones in particolare) non ci rimasero benissimo e anche negli ultimi giorni si sono lasciati andare a dichiarazioni combattive. "Non le ho lette - taglia corto il capitano - So solo che se Jones ha pensato una formazione con trequarti fisici e potenti vuole essere dominante. Quindi sappiamo cosa ci aspetta, loro piuttosto non sanno cosa li aspetta. Noi abbiamo preparato la nostra partita. Hanno una squadra forte, anche una grande panchina. Gran bella squadra".
Dopo Venter è arrivato Goosen. "Prima ci confrontavamo con una persona sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Con Marius lavoriamo invece sulla continuità. Non siamo comunque ancora soddisfatti della nostra prestazione difensiva. Prendiamo l'ultima uscita con l'Irlanda: se prendi meta dopo 20-25 fasi ci sta; al contrario, se la subisci da calcio d'invio, com'è successo, è grave. Domani, per esempio, metteremo massima attenzione sul lavoro a contatto, cercando di raddoppiare il placcaggio e rallentarli il più possibile. Se ci concentrassimo soltanto sull'uno contro uno sarà dura".

STATISTICHE
Sembrerà incredibile ma, numeri alla mano e nonostante i risultati all'80°, l'Italia è la squadra che gioca più rapidamente il pallone dai raggruppamenti a terra nel Sei Nazioni. "Il nostro non è un gioco lento, bensì ambizioso, d'iniziativa, in cui ti prendi i tuoi rischi e ci troviamo molto bene così. L'Inghilterra mette grande attenzione sui punti d'incontro, ti mettono costantemente in difficoltà. In fase offensiva, poi, usano molto il piede e le palle alte. Per quanto ci riguarda, le statistiche parlano anche di buone percentuali in rimessa laterale. Finora ci ha consentito di rubare tanti palloni. Speriamo sia così anche stavolta".
A proposito di gioco al piede, "non lo usano soltanto per liberare il pallone, ma mettono anche tanta pressione. Contro la Francia hanno stradominato giocando così. Per questo sarà essenziale la copertura del nostro triangolo allargato Hayward-Padovani-Esposito. Dovranno stare attenti e lavorare in sintonia".
"Se avessimo vinto contro l'Irlanda non avremmo rubato nulla", chiosa poi sul capitolo dei progressi riconosciuti agli azzurri dalla stampa britannica, mentre mette le mani avanti sul Nations Championship, il maxitorneo a tre divisioni, con promozioni e retrocessioni, pensato dalla federazione internazionale. "Resto piuttosto scettico sul peso che avrà sui giocatori sul piano fisico. Non solo: potrebbe anche depotenziare la Coppa del Mondo. Comunque è ancora tutto da vedere, anche dal punto di vista economico". Tra le righe: ok le nuove idee, ma attenzione a rincorrere il profitto a discapito della salute dei giocatori.
Comunque sia è il futuro. Il presente si chiama Inghilterra, a Twickenham. Chissà se saranno avvistate altre volpi in giro.

I Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 03:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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