L'Italrugby in campo con Discovery e ActionAid al fianco delle donne

L'Italrugby in campo con Discovery e ActionAid al fianco delle donne
di Christian Marchetti
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Mercoledì 21 Novembre 2018, 20:52

Italia-Nuova Zelanda di sabato 24 (diretta tv Dmax dalle 14.15) sarà anche veicolo di un importante messaggio: no alla violenza di genere. E' questo il senso dell'iniziativa promossa dalla Federazione Italiana Rugby assieme a Discovery Italia e ActionAid, anticipando così la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne in programma l'indomani.

Sabato, prima di scendere in campo contro gli All Blacks nel terzo e conclusivo test match autunnale, Ghiraldini e compagni svolgeranno il riscaldamento sul prato dell'Olimpico di Roma indossando maglie speciali. Nel frattempo, sono già protagonisti di una campagna televisiva sul tema in onda in questi giorni sui canali del gruppo Discovery. Lo stesso gli arbitri internazionali Maria Beatrice Benvenuti e Clara Munarini. La Fir, al contempo, sostiene tramite i propri canali il progetto WE GO 2 cofinanziato dall’Unione europea e sviluppato da ActionAid per favorire l’inserimento professionale di donne che hanno subito violenza domestica, per garantirne l’indipendenza economica dal partner.

“Il nostro è uno sport di combattimento, di contatto, e proprio per questo motivo rifugge qualunque forma di violenza, tra pari o nei confronti del più debole. Abbiamo allora aderito con entusiasmo alla richiesta di sostenere le campagne di Discovery Italia e ActionAid”, ha dichiarato il numero uno del rugby italiano, Alfredo Gavazzi. 

“ActionAid - aggiunge il Segretario generale dell'organizzazione Marco De Ponte - è impegnata da anni per sostenere i diritti delle donne, in Italia e nel mondo. Questa collaborazione riesce finalmente nell’obiettivo di coniugare una campagna di sensibilizzazione molto significativa con il sostegno a un progetto concreto".

Chiude Alessandro Araimo, Amministratore Delegato Discovery Italia: “Il senso di responsabilità sociale è alla base del nostro modo di interpretare il ruolo di editore. Abbiamo voluto con forza essere promotori di un progetto che coinvolgesse il mondo della pallaovale e affrontasse una tematica che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più drammatici".

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