Rugby, Italia sottotono vince tra mille errori con la piccola Namibia ai Mondiali in Giappone: 47-22

Domenica 22 Settembre 2019 di Paolo Ricci Bitti
Rugby, Italia con Parisse record contro la Namibia in Giappone

Se proprio non si vuole soffrire, meglio dimenticare che cosa si è visto in campo all'Hanazono Stadium di Osaka spazzato dal vento e mettere in fretta in archivio questo sconcertante 47-22 dell'Italia contro la Namibia al debutto ai primi mondiali di rugby in Giappone.

Archiviare e pensare che l'obbiettivo di una vittoria con il bonus (5 punti in classifica, con molta ilarità nella nostra poule ora siamo pure davanti a Nuova Zelanda e Sud Africa) è stato raggiunto, perché tutto il resto è in verità disperante se si pensa alla mancanza di maturità e di determinazione degli azzurri che contro avversari di questo rango avrebbero dovuto imporsi con almeno 50 punti di scarto, senza concedere ai namibiani l'abominio di segnare persino tre facilissime mete contro le sette sudate dagli italiani in balia a un mare di errori.

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Con il sol levante in Italia, gli azzurri entrano nel Mondiale celebrando la quinta partecipazione record del capitano Sergio Parisse che a 36 anni ha conquistato la quinta partecipazione, record diviso solo con Mauro Bergamasco e il samoano Brian Lima.

Ma forse anche Parisse, poi meno incisivo del solito, avrebbe scambiato un paio di quei mondiali con una prestazione meno avvilente di quella andata in onda. 

Pena. Una sola parola per descrivere il primo tempo degli azzurri. L'obbiettivo del ct Conor O'Shea, sottolineato dallo stesso Sergio Parisse, era quello di portare "la migliore Italia di sempre alla Coppa del Mondo", ma a Osaka è arrivata la peggiore.

E di gran lunga. Contro avversari inesistenti come i  dilettanti namibiani, gli azzurri hanno esibito mollezze insopportabili ed errori da asilo nido: touche, passaggi, placcaggi, calci, tutto pasticciato e l'evidente idea che questa squadra non sapesse minimamente che cosa fare per imporsi. Imbarazzante. Fosse stata in campo l'Under 20 sarebbe stato meglio e al té si sarebbe arrivati con un risultato assai più largo del ridicolo 21-7 grattato in extrenis dall'Italia che ha persino permesso ai rivali, 23i al mondo, dieci scalini sotto gli azzurri, di passare in avanti al 6' con il mediano di mischia Stevens che ha trovato solo fantasmi davanti mentre sprintava in meta.

Un salutare schiaffone? Macché. Sì, sono arrivate tre mete (di punizione al 10', Allan al 24' su buco di Morisi e Tebaldi su assist fulminante di Ruzza) ma vanno messe fra parentesi perché tutto il resto è stato tristemente indegno per  una squadra del Sei Nazioni che ne affronta una delle retrovie del rugby mondiale. Ruzza (poi giustamnete Mvp pur avendo giocato solo un tempo) e Morisi gli unici sopra la decenza.  La cabina di regia, tra Allan e Tebaldi, non ne ha azzeccata una, con scelte cervellotiche e palloni gettati al vento.

Nella ripresa di mete azzurre ne sono arrivate altre 4 ma sono le 2 marcate dalla Namibia che risultano incomprensibili per una squadra che vorrebbe alimentare la fiammella di arrivare il 4 ottobre alla sfida con il Sud Africa con qualche chanche. Una scintilla pare anche troppo per un gruppo che adesso dovrà preoccuparsi parecchio del Canada, il 26 settembre, prima di guardare verso il lontanissimo Sud Africa, per non dire degli All Blacks il 12 ottobre, match in cui va salvato almeno l'onore.

Anche pescando fra i ripostigli più oscuri della fede non si trova una giustificazione a tanta pochezza: se si è 13i al mondo, a una squadra come la Namibia bisogna dare 47 punti per tempo, poi si parla del resto. Possibile che professionisti come Parisse & Co., dopo mesi e mesi di preparazione ("mai così accurata"), non tirino fuori lo spirito adeguato per questo facile esordio? Sì, a Osaka 5 punti sono arrivati e magari con questa formazione "risparmiosa" si saranno anche salvaguardate le scorte di carburante, ma che ne è del morale di un un gruppo giustamente chiamato almeno a brillare contro Namibia e Canada per poi lottare con le unghie e con i denti contro Springboks e All Blacks?

Mah, vedremo, certo è che un ct con la valigia in mano come O'Shea si ritroverà con meno argomenti in mano per scuotere l'equipaggio, al di là del suo proverbiale ottimismo ieri diluito fino a scomparire nel nubifragio di inizio ripresa.

Subito in meta con Bellini si è sperato in un riscatto, in un guizzo, in un po' di orgoglio, ma 40 minuti dopo lo stesso Bellini prendeva a pugni il terreno per la frustrazione del millantesimo passaggio sbagliato che aveva vanificato un'azione da meta. In mezzo le marcature di Canna, Polledri e Minozzi, ma sempre dopo troppe fasi confuse, mancanza di avanzamento, touche sprecate. Con il possesso e il territorio avuto dagli azzurri sarebbero duvute arrivare almeno altre 7 mete e se si è una squadra matura, figlia di un movimento da 20 anni nel rugby che conta, queste mete non vanno gettate. Oltre a Ruzza e Morisi salviamo pure il pilone Riccioni e, a fatica, uno come Polledri che sotto il 7 non va mai.

Il primo obbiettivo concreto di questo mondiale (vincere brillantemente con la Namibia) è insomma stato mancato e adesso va raggiunto almeno il secondo (vincere brillantemente con il Canada, 22° al mondo, giovedì 26 settembre alle 9.45 italiane, Rai 2 a Fukuoka all'Hakatanomori Stadium).

Il terzo e il quarto? Ne parliamo domani. Per adesso azzurri a letto senza cena e dimentichiamo in fretta Osaka, la peggiore Italia e la più brutta partita sin qui vista al mondiale giapponese e cominciamo a pensare con molta umiltà al Canada.

Italia-Namibia 47-22 (p.t. 21-7)

Marcatori. Italia: 7 mete 10' m. (pun.) 24' Allan 40' Tebaldi 43' Bellini 46' Canna 69' Polledri 76' Minozzi; 3 tr. Allan, 2 tr. Canna. Namibia: 3 mete 6' Stevens; 57' Greyling 1 tr. Loubser; 1 c.p. Loubser

Italia: Hayward (45' Minozzi); Padovani, Benvenuti, Morisi, Bellini; Allan (45' Canna), Tebaldi (59' Palazzani); Parisse (cap.), Mbandà, Steyn (45' Polledri); Ruzza (45' Budd), Zanni; Pasquali (38' Riccioni), Bigi (45' Fabiani), Quaglio (45' Ferrari). Allenatore: O'Shea.

Namibia: Tromp (67' Walters); Plato, Newman (47' Kisting), De La Harpe, Greyling; Loubser, Stevens (47' Jantjies); Venter, Conradie, Kitshoff (41' Katjijeko); Uanivi (cap), Lill (57' Retief); Coetzee (57' Theron), Van Jaarsveld (57' Van dee Westhuizen), Rademeyer (57' De Klerk). Allentaore: Davies.

Arbitro: Berry (Australia)

Calciatori: Loubser (Namibia) 3/4; Allan (Italia) 3/3; Canna (Italia) 2/3

Note: Campo in perfette condizioni. Forti raffiche di vento  e pioggia che in alcuni frangenti hanno condizionato il gioco al piede delle due squadre. Presenti 20.354 spettatori. Punti conquistati in classifica: Italia 5; Namibia 0.
Man of the match: Federico Ruzza (Italia)

 

Ultimo aggiornamento: 12:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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