Gioia e orgoglio Springboks per il trionfo ai Mondiali: «Abbiamo vinto per 57 milioni di sudafricani»

Sabato 2 Novembre 2019 di Christian Marchetti
Faf De Klerk mediano di mischia fino alla fine. Fin negli spogliatoi. Ma qui c'è bisogno delle virgolette: "mediano di mischia" versando le birra offerta dallo sponsor nella Webb Ellis Cup e offrendo il prezioso contenuto a tutti i compagni di squadra. Discutibile, ma comprensibile, l'outfit: a coprirlo ha soltanto il cappellino con la scritta "Champions" e le mutande con la bandiera sudafricana. La festa ha ufficialmente inizio.

Otto placcaggi tirati, uno mancato, due turnover fondamentali in difesa; quarantasei metri ovale in mano in attacco: è Duane Vermeulen il migliore in campo nella finale che regala il terzo titolo mondiale agli Springboks. "Temevamo questa Inghilterra - dice - Sono giovani, forti e tutti ottimi portatori di palloni. In questo torneo sono stati a dir poco grandi e allora è stato fantastico vincere questa sfida. Dalla nostra possiamo vantare anche un ottimo impatto da parte dei giocatori partiti dalla panchina. Sono riusciti a mantenere intatto il livello e quindi il vantaggio. Abbiamo vinto e l'abbiamo fatto per tutti noi, ma soprattutto per 57 milioni di sudafricani".

L'ultimo pensiero è lo stesso di Siya Kolisi, primo capitano di colore nella storia degli Springboks a sollevare la Coppa. "Ringrazio tutti i miei compagni - le sue parole - Hanno vinto la loro sfida e l'hanno fatto per la nostra gente. Per il nostro Paese composto di varie razze, vari colori. Abbiamo dimostrato a tutti che insieme si può vincere. Noi l'abbiamo fatto fisicamente e abbiamo rispettato alla grande il piano di gioco impostato dal nostro allenatore. Non avevo mai visto un Sudafrica così se non nel '95: abbiamo vinto per tutti. Per i ricchi, per i poveri e per chi è senza casa".

"E' una vittoria che nasce dalla fiducia - aggiunge il tecnico Rassie Erasmus - Dal fatto che i ragazzi hanno creduto anzitutto in loro stessi. E allora hanno fatto tantissimo per superare questa grande Inghilterra. Sono stati molto tempo insieme e in tutto questo periodo hanno lavorato sodo. Oggi, non posso che ringraziare loro e chi ci è stato vicino".

Il rovescio della medaglia è il sorriso, stavolta amaro, dell'allenatore dell'Inghilterra Eddie Jones. "I miei ragazzi sono stati encomiabili. Hanno messo a frutto il tanto e duro lavoro svolto (anche nel raduno di Treviso, ndr). Non posso che complimentarmi con i sudafricani per la splendida prestazione offerta".

Per Owen Farrell, ancora una volta schierato primo centro, "prima viene la delusione, poi l'orgoglio. Sì, sono orgoglioso di noi e del gruppo che siamo riusciti a creare. Il secondo tempo è stato particolarmente duro. Sono triste, ma bisogna essere fieri".   

Tra i delusi di Yokohama, anche il principe Harry che prima del match ha speso parole di elogio per gli organizzatori. "Credo che questo Mondiale giapponese sia stato fantastico per il rugby - ha detto - Il Giappone è stato incredibile e il rispetto e l'accoglienza che ha saputo offrire è stato, come del resto nel loro stile, lodevole".  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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