Tokyo 2020, quattro cose sul Giappone che (forse) non sapete: cicale giganti e camere minuscole

Tokyo 2020, quattro cose sul Giappone che (forse) non sapete
di Gianluca Cordella, inviato a Tokyo
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Domenica 1 Agosto 2021, 08:32 - Ultimo aggiornamento: 16:45

Terra affascinante e misteriosa il Giappone. Talmente lontana dalla nostra cultura che non è sempre facile capire come muoversi. Per questo ecco qualche consiglio utile, specie in caso di viaggi imminenti. Quattro dritte per comprendere Tokyo.

Le quattro cose da sapere

⁃ Molti giapponesi parlano pochissimo o per niente l’inglese. E le conversazioni procedono con voi che provate a spiegare delle cose e loro che rispondono “ai”. Poi, dopo qualche minuto, magicamente, ci si capisce. Da qui la convinzione che la parola “ai” sia un po’ come il verbo “puffare” che può significare un po’ tutto.

A Tokyo ci sono pochissimi insetti. Ho visto in dieci giorni una mosca e una zanzara. In compenso ci sono le cicale. Molte cicale. Moltissime. E sono enormi. Io non so di cosa si cibino le cicale ma un’idea me la sono fatta. 

In Giappone le date si scrivono al contrario rispetto a ciò che facciamo noi. Anno, mese, giorno. Il nostro 10/8 corrisponde al loro 8 ottobre. Il che è pericolosissimo quando compili i due miliardi di moduli necessari per entrare nel paese e per viverci. Se prenotando l’hotel dichiarate all’italiana di arrivare il 12 gennaio e di ripartire il 3 febbraio rischiate di trovarvi la stanza prenotata per tre mesi e di dover fare capodanno a Tokyo. Che, alla fine, è anche un’esperienza interessante.

⁃ A proposito degli hotel. Fate attenzione a cosa prenotate. Vista l’elevata mobilità lavorativa del paese abbondano le stanze pensate per una o due notti. Stanzette di dieci metri quadrati scarsi, sufficienti per dormire e lavarsi. Non c’è neanche un armadio o un posto per appendere i vestiti. Al massimo una stampella a parete per stendere la camicia del giorno dopo. Ecco: io sono finito in uno di questi alberghi e con gli abiti ancora in valigia da più di dieci giorni vado in giro come se mi fossi vestito direttamente all’interno della lavatrice.

 

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