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Monica De Gennaro: «Siamo grandi, non possiamo sbagliare»

Monica De Gennaro: «Siamo grandi, non possiamo sbagliare»
di Mario Nicoliello
4 Minuti di Lettura
Venerdì 23 Luglio 2021, 07:30

È il libero di una squadra che intende volare alto. Monica De Gennaro da Piano di Sorrento è uno dei simboli del sestetto del volley femminile guidato da Davide Mazzanti. Alla vigilia della cerimonia d’apertura la campana racconta sogni e prospettive a cinque cerchi.
Cosa si prova al cancelletto di partenza di questa Olimpiade atipica?
«C’è tanta voglia di gareggiare, perché abbiamo aspettato un anno in più del previsto, un’attesa infinita. Nel gruppo l’atmosfera è ottima, quindi non vediamo l’ora di cominciare domenica scendendo in campo contro la Russia». 
Cosa si aspetta dal torneo olimpico? 
«Cercheremo di dare il massimo e faremo di tutto per arrivare fino in fondo. Ci proveremo perché non vogliamo tornare a casa deluse anche stavolta. Anzi, l’auspicio è restare qui il più a lungo possibile».
Qual è il segreto della vostra squadra, che anche quest’anno molti danno da medaglia? 
«Il gruppo è molto legato anche fuori dal campo, ma la forza vera è quella che sprigioniamo in campo durante i nostri match, non c’è dubbio». 
Quali sono le differenze tra Tokyo e i due precedenti viaggi olimpici? 
«A Londra 2012 c’era un’Italia esperta che ha però sprecato una grandissima occasione contro la Corea. A Rio si è presentata invece un’Italia molto giovane, con le debuttanti che non erano pronte per affrontare una competizione così prestigiosa, senza avvertirne la pressione. Adesso quelle giovani hanno cinque anni in più e sono pronte e mature per un grande evento come l’Olimpiade».
Giocare senza pubblico farà la differenza? 
«No, perché ormai ci siamo abituate. Peserà molto, perché sarà brutto vedere il palasport vuoto, ma è un fattore che vale per tutte le squadre, nessuna esclusa. Dunque, partiamo alla pari». 

Cosa si prova a vivere in bolla? 
«Ormai è la nostra normalità, anche nei club abbiamo sperimentato questa situazione di chiusura, dunque pure in questo caso siamo abituate». 
Una squadra con in campo Sylla e Egonu è anche apportatrice di un messaggio di inclusione? 
«Sono anni che mandiamo questo messaggio, eppure ogni volta ci viene ricordato. A me interessa ancora di più perché gioco con loro anche a Conegliano. Miriam e Paola sono delle ottime amiche e delle giocatrtici fantastiche». 
A proposito di club, la cavalcata vincente con Conegliano vi ha arricchito? 
«Certamente, perché quando giochi e vinci partite secche così importanti hai sempre qualcosa da imparare e che ti potrà servire per il futuro, anche in Nazionale». 
Siamo a luglio inoltrato, vi sentite un po’ stanche?
«Assolutamente no, perché siamo concentrate a fare bene qui e in questo momento. Chiusa la stagione con i club abbiamo avuto modo di staccare, quindi nessun problema». 
L’Italia femminile è competitiva quanto quella maschile in tutti gli sport? 
«C’è stata una crescita generalizzata in molte discipline, dove le donne sono ormai protagoniste». 
Il ricambio nella pallavolo femminile a che livello è? 
«Penso che il nostro gruppo sia il giusto mix tra veterane e giovani. Ognuna ha avuto la sua opportunità per mettersi in mostra». 
Le pesa essere qui senza famiglia? 
«No, perché i miei non sarebbero comunque venuti. Anche a Londra e a Rio li sentivo per telefono e comunque mi davano la carica». 
Andrà avanti fino a Parigi 2024? 
«Non lo so ancora, è presto, meglio pensare solo a Tokyo». 
E in caso di trionfo cosa farà? 
«Non voglio pensarci. Meglio concentrarsi su una partita alla volta»

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