Kiesenhofer la scienziata, gli Abe fratello e sorella entrambi da oro: storie di medaglie speciali

Kiesenhofer la scienziata, gli Abe fratello e sorella entrambi da oro: storie di medaglie speciali
di Carlo Gugliotta
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Lunedì 26 Luglio 2021, 04:04

L’oro del ciclismo femminile arriva grazie a un numero strepitoso portato avanti da una ragazza che di numeri se ne intende davvero. L’austriaca Anna Kiesenhofer, nuova campionessa olimpica di ciclismo femminile su strada, è stata in fuga dal primo all’ultimo chilometro, prima insieme ad altre atlete, poi da sola, portando a casa un oro che ha davvero il sapore di un’impresa, soprattutto se consideriamo che la Kiesenhofer non è una vera e propria professionista, nel senso che non vive di ciclismo: «Ho pensato che sarebbe stata una buona idea attaccare al km 0, ma riuscire a conquistare il titolo olimpico è qualcosa che mai mi sarei aspettata. Sono ricercatrice alla Ecole Polytechnique Federale di Losanna», ha spiegato l’austriaca, che ha una laurea in matematica, un master e un dottorato di ricerca.

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Eppure, nel 2017, è stata professionista con la Lotto-Soudal: «Il ciclismo professionistico non fa per me, è troppo stressante. Festeggerò quest’oro con le persone che mi stanno maggiormente vicino». E ancora, sulla gara: «Ho studiato la prova maschile e deciso la mia tattica di gara. Non ho allenatori, tecnici, preparatori, né nutrizionisti che mi seguono, mi occupo io in prima persona dei miei allenamenti, di ciò che mangio e di come gestirmi in corsa». L’olandese Annemiek Van Vleuten, grande favorita della vigilia e seconda al traguardo, era convinta di aver vinto: «Non avevamo le radioline e non sapevo che la Kiesenhofer era in testa. Quando ho tagliato il traguardo ero sicura di aver vinto, per questo ho esultato. Abbiamo ricevuto troppe comunicazioni sbagliate: correre senza radioline non rende le corse professionali». Era invece al corrente della fuga la Longo Borghini, che ha regalato all’Italia la seconda medaglia di bronzo consecutiva in questa disciplina dopo Rio 2016.

Gli Abe fratello e sorella oro nello stesso giorno

Molto curiosa è anche la storia che viene dal judo. I giapponesi Hifumi e Uta Abe sono fratello e sorella e hanno entrambi conquistato l’oro olimpico a distanza di poche ore l’uno dall’altro, nello stesso giorno. «È il massimo. È un giorno in cui entrambi abbiamo brillato assieme. Nella finale ho ricevuto una grande energia da mia sorella», ha affermato Hifumi, che ha iniziato a praticare il judo quando aveva sei anni. In Giappone sono entrambi considerati due predestinati della disciplina, tant’è vero che molti media specializzati avevano ipotizzato la possibilità che questo evento si sarebbe potuto verificare, come poi è successo realmente. «È il mio sogno da quando ero bambina. Mio fratello per me è una presenza che suggerisce rispetto. Ma non ho sentito la pressione dell’opinione pubblica che chiedeva una vittoria di entrambi», ha dichiarato Uta, che ha fatto un tifo scatenato mentre il fratello combatteva contro il georgiano Vazha Marvgelashvili nella finale.

Un legame davvero indissolubile tra questi due fratelli, campioni olimpici nello stesso giorno. Nel frattempo, a Tokyo, è caccia al diciottenne Ahmed Hafnaoui, vincitore dell’oro nei 400 stile libero. Si fa fatica a trovare sue foto recenti sul web, tanto è vero che anche il sito dei Giochi Olimpici ha inserito una sua foto da bambino. Una vittoria a sorpresa per il tunisino, anche per sé stesso, tant’è vero che si è presentato sul podio con una maglietta e un paio di calzoncini e non con la tuta di rappresentanza. «Sono sorpreso, non me lo aspettavo e per questo sono davvero felice. Ora devo lavorare per migliorare ancora». Anche lo stesso Gabriele Detti ha affermato: «Complimenti al nuovo campione olimpico, che non avevo mai sentito nominare prima di oggi».

 

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