Jacobs, chi è il padre veterano di guerra: «Per anni non è esistito ora parlo con lui grazie a Google»

Jacobs, chi è il padre veterano di guerra: «Per anni non è esistito ora parlo con lui grazie a Google»
di Veronica Cursi
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Lunedì 2 Agosto 2021, 08:26 - Ultimo aggiornamento: 12:19

Sul profilo Facebook di Lamont Jacobs, ex militare americano del Texas, padre dell'uomo più veloce del mondo, non c'è nessun accenno alla straordinaria vittoria del figlio Marcell. Non una vittoria qualsiasi. Ma storia. Mai nessun italiano infatti aveva corso la finale olimpica dei 100 metri. E lui non solo ci è riuscito ma ha vinto l'oro con un risultato da brividi: 9.80. L'atleta, 27 anni, si fa chiamare Marcell (Marcello per gli amici italiani) ma il suo primo nome in realtà è Lamont, proprio come il papà con cui non ha mai avuto contatti fino a 13 anni «perché non avevamo niente da dirci» e adesso lo incoraggia con un messaggio prima delle batterie. E forse è proprio questo rapporto ritrovato ad aver sbloccato le gambe di Marcell fino a farle volare in pista.

Marcell nasce a El Paso, in Texas. Il padre è un ex militare dell’Us Army alla base di Vicenza, dove conosce mamma Viviana: «È nato quando io avevo 18 anni e il papà 20 - racconta la madre -, ci siamo dovuti trasferire in America, poi il padre è stato mandato in Corea quando Marcell aveva un anno, gli ho dovuto fare da padre e madre, ha avuto anche problemi fisici da piccolo». Così Jacobs cresce a Desenzano del Garda da quando ha un anno e mezzo: «A 18 mesi ero in Italia, i miei figli sono nati qui, mi sento italiano in ogni cellula del mio corpo, tanto che con l’inglese sono in difficoltà!», dice lui soddisfatto di poter omaggiare il suo Paese con una medaglia sognata sin da bambino. 

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Con papà parlo con Google

Lamont, veterano di guerra, come ricordano le tante foto in divisa di quando era giovane pubblicate sul suo profilo social, non è stato un padre presente. La riconciliazione con il figlio è avvenuta in età adulta ma è stata fondamentale per la carriera di Marcell. «Non è ancora tutto risolto - confessa l'atleta - però almeno adesso ci parliamo: il traduttore di Google mi dà una mano con l’inglese…». «Mio padre, da bambino, non lo ricordo – ha raccontato al Corriere della Sera prima delle Olimpiadi – Dal momento in cui con mamma siamo rientrati da El Paso, è cominciata la nostra personalissima sfida a due. A scuola ero in difficoltà. Disegna la tua famiglia, mi diceva la maestra: io avevo solo mia madre da disegnare e ci soffrivo. Chi è tuo papà, mi chiedevano gli amici da ragazzino: non esiste, rispondevo, so a malapena che porto il suo nome. Per anni ho alzato un muro. E quando mio padre provava a contattarmi, me ne fregavo». Su Facebook papà Lamont condivide poche foto del figlio: solo un paio di scatti per ricordare il suo compleanno, nessun accenno alla sua straordinaria carriera, ma tante immagini dei nipotini che affettuosamente chiama "principi". Marcell infatti ha tre bimbi: Jeremy, sette anni, nato da una relazione del centometrista campione olimpico quando lui aveva solo diciannove anni, Anthony, nato nel 2019, e Meghan, avuti con la compagna Nicole che sposerà a settembre. 

Per Marcell la famiglia è sempre stata il centro della sua vita. Anche sportiva.  Tanto che su quel corpo fatto per l'atletica, costruito in anni di allenamenti, c'è anche un omaggio alla sua famiglia con tatuaggi con la Rosa dei venti, le date di nascita dei sui figli, una scritta inneggiante l’amicizia e una tigre. «La vita di Marcell è stata un grande sacrificio. Gli ho fatto da papà e mamma. Ha superato tante difficoltà e ora si merita tutto», ha detto la madre in lacrime dopo la gara. E non potremmo essere più d'accordo. 

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