Jacobs in prima pagina sul Times: il suo ex nutrizionista coinvolto in un «traffico di anabolizzanti»

Jacobs ancora sotto accusa, dall'Inghilterra: il suo nutrizionista indagato per traffico di steroidi anabolizzanti
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Sabato 7 Agosto 2021, 09:56 - Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 11:04

In Inghilterra non hanno preso bene l'exploit di Marcell Jacobs. Un'altra volta. Già finito sotto accusa dopo la finale stravinta dei 100 metri, il campione olimpico di Tokyo 2020, adesso anche della staffetta 4x100, ha fatto andare di traverso la bile ai tifosi (e giornalisti) inglesi. Prima è stato tacciato di aver fatto uso doping, anche dalla stampa a stelle e strisce, il Washington Post per primo, ma ora è di nuovo il turno del The Times.

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Jacobs in prima pagina sul Times

Secondo quanto riportato dal quotidiano, infatti, l'ex nutrizionista di Jacobs sarebbe sotto indagine: «La polizia indaga sul nutrizionista della stella dei 100 metri», il titolo che campaggia nel taglio basso della prima pagina sportiva e si riferisce a Giacomo Spazzini, indagato per "traffico di steroidi anabolizzanti".

Il nutrizionista, titolare della GS Loft, si è preso una parte dei meriti per la vittoria di Jacobs nei 100 metri in un lungo post condiviso su Instagram nei giorni scorsi. «Da quando abbiamo iniziato insieme tutto è cambiato – scrive Spazzini –. Il suo corpo ha iniziato a reagire alla corretta alimentazione con Hybrid Method, il metodo che ho costruito anni fa e che costantemente innoviamo. Abbiamo lavorato con la ciclizzazione dei nutrienti, con il monitoraggio dei dati e delle analisi, test in pista, con feedback costanti e in tutto questo gli abbiamo insegnato il potere che la disciplina può dare in termini di risultati. Sono davvero fiero ed orgoglioso di avere fatto parte con la mia azienda a questa trasformazione».

La Torre: americani pensino alle loro sconfitte

«Gli americani, anziché pensare a dare colpa agli altri, dovrebbero farsi un esame: credo che nella velocità abbiano parecchio lavoro da fare», ha detto il dt dell'atletica azzurra Antonio La Torre, che si toglie qualche sassolino dalle scarpe, rispondendo alle insinuazioni dei media americani dei giorni scorsi a proposito del doping. «La potenza della velocità mondiale, che non vince i 100, i 200 e la 4x100 qualche domanda se la deve fare. Chi ha scritto certe cose - dice riferendosi all'articolo del Washington Post - non era neanche informato sulle gare di Marcell sui 60. Qualche volta il complesso di superiorità può fare male».

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