Formula 1, Vettel: «La Ferrari ha il potenziale per migliorare ancora»

Giovedì 19 Luglio 2018
, 19 lug. (AdnKronos) - «È una continua corsa a inseguimento, abbiamo una grande macchina e un potenziale notevole per renderla ancora migliore». Parla così della corsa al titolo il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel, alla vigilia del weekend del Gp di Germania, 11esimo appuntamento stagionale della F1 che si corre sul circuito di Hockenheim. E sulla sfida a distanza con le Mercedes, il 4 volte iridato nella consueta conferenza stampa piloti del giovedì precisa. «Sono d'accordo che le Mercedes siano state più veloci nelle ultime 2-3 gare anche se a Silverstone in qualifica eravamo poco dietro. Nei due circuiti precedenti erano un pochino più forti, vediamo come si aggiorneranno le cose qui». «Il team sta ancora crescendo e migliorando, io ne faccio parte da 3 anni e mezzo, stiamo diventando più forti con un bel mix di personalità nel nostro team. Nel 2016, l'ultima volta che siamo venuti qui, abbiamo visto che a un certo punto ci siamo bloccati senza progredire mentre nel 2017 abbiamo continuato a crescere e da allora abbiamo recuperato tanto passo e abbiamo migliorato, la macchina ha un grande potenziale», prosegue il pilota tedesco.

Ora l'appuntamento di Hockenheim, pista dove l'ultima volta si è corso 2 anni fa. «Dovrebbe essere più divertente, le macchine sono più veloci e soprattutto in curva dovremmo divertirci molto. Gareggiamo in Germania ma temo possa essere l'ultima volta per un pò, sarebbe un peccato perdere una classica come questa. Io sono nato e cresciuto a mezz'ora di distanza da qui». «Spero, visto com'è andato il mondiale di calcio, che le persone vengano con le bandiere della Germania a sostenere me e Hulkenberg, se ci sarà la possibilità di vincere voglio farlo. Non sento più pressione, semmai sono più entusiasta. Ripeto, dispiace pensare che non ci possa essere più questo gran premio il prossimo anno», conclude il pilota della Ferrari.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Troppi turisti, meglio misurare qualità ed educazione di chi viene a Roma

di Mauro Evangelisti