Formula 1, La Ferrari è una freccia: il titolo mondiale non è solo un sogno

Lunedì 9 Luglio 2018 di Giorgio Ursicino
Ci sarà da combattere fino in fondo, ma gli ultimi due risultati del tris di gare in soli 15 giorni sono un bottino molto prezioso per tentare di riportare il Mondiale a Maranello dopo un digiuno di oltre un decennio. Il disastro Mercedes a Zeltweg e la vittoria fuori casa di Silverstone fanno dimenticare in fretta i piccoli errori di Vettel che per eccessiva foga ha lasciato punti per strada prima a Baku e poi a Le Castellet. Cosa che non è capitata al suo grande rivale Hamilton, forse in qualche occasione cauto, ma sempre molto concreto. I due top team confermano di essere più o meno sullo stesso livello e, in alcune piste, nemmeno la Reb Bull è troppo distante. Diventa quindi fondamentale sfruttare tutte le opportunità per incassare fino all'ultimo punticino visto che le variabili in campo sono numerose. 
Bisognerà affrontare tracciati diversi che la Stella e la Rossa digeriscono in modo differente. Sarà necessario evitare sbavature di guida e salvaguardare al massimo la meccanica poiché, con i vari organi che devono durare a lungo, i problemi di affidabilità faranno scattare le penalizzazioni.
IL BATTISTRADA RIBASSATO
L'utilizzo delle gomme, infine, può fare la differenza, sia nelle qualifiche sia in gara. Al pari delle strategie poiché le safety car e le virtual safety car richiedono decisioni rapidissime e da questo punto di vista il garage di Maranello ha fatto vedere di essere veramente molto in palla. Ieri in Inghilterra sono state utilizzate per l'ultima volta le Pirelli con il battistrada più sottile di 0,4 millimetri. È vero che ha vinto la Ferrari, ma in gara, come è avvenuto nelle due precedenti occasioni in Spagna e in Francia, con questi pneumatici è sembrata essere più a proprio agio la Mercedes. Le Frecce, infatti, in grandi linee consumano meno le gomme e quando il battistrada è più sottile riescono ad allungare la percorrenza senza perdere performance.
Al contrario più gomma a contatto con l'asfalto, soprattutto quando le temperature sono elevate, generano blistering, cioè quelle bolle che mettono gli pneumatici fuori uso quando il battistrada non è ancora finito e costringono alla sosta anticipata. Hamilton a Zeltweg è stato costretto a fermarsi in anticipo (prima del gusto meccanico), mentre a Silverstone ha fatto più giri delle Ferrari con le soft e nei giri finali dello stint, nonostante i numerosi sorpassi effettuati, aveva un ritmo più rapido di quello dello Rosse.
Per controbattere questo problema le due SF71H sono state rapidamente richiamate ai box quando è entrata la safety car nonostante Sabastian fosse in testa. Nel finale, infatti, Bottas con le bianche di pari chilometraggio avrebbe potuto mettere sotto attacco il Cavallino. Con le gomme più morbide e più nuove, invece, le due Rosse hanno infilato Valtteri con relativa facilità senza voler trascurare l'eccelenza della manovra di Vettel.
OCCHIO ALLE PENALIZZAZIONI
Ora il vantaggio in classifica non è certo rassicurante, ma inizia ad essere sostanzioso. Nella graduatoria Piloti Seb ha 8 lunghezze di margine (171 a 163), in quella Costruttori Maranello può vantare 20 punti di margine su Stoccarda (287 a 267). Fra due settimane si corre ad Hockenheim, in casa della Mercedes, ma anche di Vettel; poi, dopo sette giorni, l'ultima battaglia a Budapest prima della sosta estiva. Due gare nel cuore dell'estate europea che potrebbero di nuovo mettere in difficoltà le Mercedes con le Pirelli dotate di battistrada tradizionale.
Dopo la scaldata rimediata in Austria, inoltre, la W09 di Bottas ha già dovuto montare la terza power unit e difficilmente finirà la stagione senza utilizzarne una quarta che costerà la penalizzazione. È il caso di continuare ad attaccare per tenere sotto pressione una Mercedes che nell'era ibrida della Formula 1 mai era apparsa tanto in difficoltà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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