Moto Gp, Marquez e il futuro: «Battere il record di Agostini? Mai dire mai...»

Martedì 8 Ottobre 2019
Battere il record di 15 titoli mondiali detenuto da Giacomo Agostini è «quasi impossibile», ma mai dire mai. Lo afferma Marc Marquez tracciando un bilancio della stagione che volge al termine e proiettandosi al futuro. Lo spagnolo della Honda ufficiale ha festeggiato lo scorso weekend in Thailandia la conquista dell'ottavo titolo iridato della sua carriera, il sesto nella classe regina del Motomondiale a soli 26 anni. Un exploit che ha spinto lo stesso Agostini a pronosticare il sorpasso ai suoi danni del campione di Cervera. «Vado molto d'accordo con Agostini e ho sentito le sue dichiarazioni. Non mi piace la parola impossibile, non lo dirò mai, ma è quasi impossibile», è il commento di Marquez. «Significa vincere il doppio di quello che ho ottenuto finora. Io non sono mai stato ossessionato da un numero o un nome, mi godo solo la mia passione per le corse. Sono molto fortunato di fare questo lavoro e cerco di farlo al meglio», evidenzia Marquez. «Questo -prosegue- è stato un anno molto buono e sarà difficile migliorarlo. Ma uno dei miei idoli è Rafa Nadal e quando lo vedi in una partita e ti chiedi cosa può fare di meglio, lui fa sempre un nuovo passo avanti. Anche quando Messi segna un gol pensi che non può fare di meglio, poi ne segna un altro ancora più bello. Provo a modellarmi su di loro, che migliorano sempre».

Passando in rassegna la stagione, Marquez parla di un anno «quasi perfetto» con un unico neo: la caduta di Austin. «Perché quando hai un eccesso di fiducia è il momento in cui arrivano gli errori. È successo nella gara che meno ci aspettavamo, ad Austin, dove sono caduto quando ero in testa con un vantaggio di quattro secondi. Era una vittoria apparentemente fatta ed essendo così tanto rilassato sono caduto». Pensando alla prossima stagione, Marquez sostiene che «ci sono quattro case in grado di vincere e lottare per un Mondiale, quindi otto moto con possibilità di vincere. È qualcosa che non era mai successi prima. Devi sapere come reinventarti, imparare da veterani come Rossi, Lorenzo o Dovizioso e anche da giovani piloti come Quartararo o Vinales».
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