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Gp Portogallo, il ritorno di re Marquez 271 giorni dopo

Gp Portogallo, il ritorno di re Marquez 271 giorni dopo
di Flavio Atzori
3 Minuti di Lettura
Venerdì 16 Aprile 2021, 07:35

Il re è tornato e ha voglia di riprendersi la corona iridata. Marc Marquez è a Portimao, e questo fine settimana risalirà in sella alla propria Honda dopo l’infortunio di nove mesi fa patito a Jerez de la Frontera. Nove mesi, un’eternità per chi vive di millesimi di secondo e pieghe tra i cordoli, figurarsi per un pluricampione del mondo che, per la troppa foga, era perfino rientrato 4 giorni dopo la frattura al braccio per poi iniziare un calvario più simile ad una via Crucis che ad un recupero sportivo. 
«HO TEMUTO CHE FOSSE FINITA»
«Non sarò lo stesso Marc di prima, ho bisogno di tempo. Ho temuto che fosse finita, per questo ora è bellissimo essere qui. L’obiettivo di questo fine settimana? Lavorare bene. Pensare di vincere sarebbe un errore». Un ritorno che per i protagonisti di questo Mondiale ha le sembianze di un tavolo da poker con le carte oramai servite. Non c’è più tempo per strategie o valutazioni, né per scuse o spiegazioni: chi ha le carte buone ora dovrà mostrare che sono realmente buone, altrimenti si parla semplicemente di bluff. E paradossalmente, chi ha le carte migliori in vista dei suoi obiettivi è proprio Marc: non ha nulla da dover dimostrare, nonostante addetti ai lavori e appassionati siano pronti a scommettere in un ritorno roboante. Qualunque risultato conquisterà sarà già un successo, anche perché il fenomeno di Cervera ha seriamente rischiato di appendere il casco al chiodo dopo l’infezione che aveva colpito l’osso fratturato nell’inverno passato. Certo, è un pessimo giocatore Marc, perché nei suoi occhi si legge quel fuoco che divampa. Vuole tornare in cima al suo mondo, anche se per farlo, ha imparato a sviluppare la nobile arte della pazienza, decidendo di affidarsi completamente ad un gruppo di medici spagnoli per tornare a gareggiare. Marc avrebbe infilato il casco già a Losail, ma il parere negativo dell’entourage spagnolo lo ha costretto a desistere. Guarda caso però, nel suo processo di riabilitazione, Marquez ha guidato la RC213 stradale sui saliscendi di Portimao. 
QUARTARARO E MIR: E’ ORA 
Il punto nodale di questa fantomatica e convulsa partita di poker è che fino ad oggi ha mostrato praticamente solo mani convulse, con valori rimescolati ad ogni turno. Il 2020 è stato l’anno delle sorprese, con Joan Mir campione sì, ma senza esser dominatore. Qual è dunque il suo valore? Ha conquistato insomma il jackpot finale con una vittoria - Valencia - sola in una mano finale con Morbidelli, mentre i vari Quartararo e Dovizioso lasciavano il tavolo verde. Sparito il forlivese tra l’altro, gli interrogativi si riversano anche sul francese passato al team ufficiale. Ecco, Mir e Quartararo sono, a ben vedere, gli indiziati speciali di questa stagione. Sono loro probabilmente, coloro che hanno più da perdere. Il primo, in sella alla Suzuki, ha confermato la sua tenuta nelle prime due gare di Losail. Ha mancato l’acuto finale, ma se l’è giocata fino alla fine per un posto sul podio. Il secondo arriva a Portimao da vincitore, riconquistando quella fiducia persa sul finale del 2020 e che lo avevano relegato un po’ nell’ombra da stella nascente che, due stagioni fa, era stato in grado di fronteggiare spavaldamente proprio Marquez. Per Fabio, il ritorno di Marc è una mano che si chiude: la sua prima vittoria è arrivata in corrispondenza con l’infortunio di Marc. Per lui, per Mir, ma a ben vedere per tutti i protagonisti arrembanti che hanno dato prova di poter stare al vertice - leggi i vari Miller, Bagnaia, Zarco, Martin, Rins, Morbidelli e via dicendo - serve dunque la controprova definitiva. Perché se è pur vero che le cadute e gli infortuni fanno parte del gioco, è altresì vero che il più forte si è risieduto al tavolo da gioco e servirà poco per vederlo andare all in.

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