Agostini sui 40 anni di Valentino Rossi: «Il talento non invecchia»

Agostini sui 40 anni di Valentino Rossi: «Il talento non invecchia»
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Giovedì 14 Febbraio 2019, 12:26
«Auguri Valentino, finché avrai la velocità in testa e la gioia nel cuore, continua a farci appassionare alle due ruote». Chi meglio di Giacomo Agostini per celebrare i 40 anni del 'Dottor' Rossi. Vincitore di 15 mondiali, 'Agò ha corso fino a 35 anni, per poi passare alle auto e quindi alla carriera di team manager, vincendo ancora tre titoli iridati con la Yamaha. «È un ruolo in cui lo vedrei bene - spiega Agostini all'Ansa in occasione del compleanno di Valentino - potrebbe essere il suo prossimo mestiere. Dopo una vita in pista e l'enorme esperienza accumulata, sarebbe il modo migliore per mettere a frutto le doti che lo hanno reso ciò che è: costanza, determinazione, attenzione per i dettagli». Che possa essere il futuro del campione di Tavullia lo dice anche la sua creatura, la Rider Academy VR46: «Una bellissima idea, magari ci fosse stato qualcosa del genere quando iniziai io. È importante dare ai giovani la possibilità di crescere con i consigli e l'appoggio di un pilota affermato.
Non è un caso che da lì vengano Morbidelli e Bagnaia, gli ultimi due campioni del mondo della Moto2». Come già Agostini negli anni Sessanta e Settanta, Rossi incarna la figura del pilota-divo, nel senso di fenomeno planetario, capace di attrarre anche chi non è appassionato di motociclismo: «Valentino è un campione di popolarità che sta segnando un'epoca non solo con le vittorie, ma pure per la leggerezza che ha saputo conservare». Anche per l'eterno Rossi arriverà il momento di smettere: «Come si riconosce? Quando dal vincere ogni domenica cominciai a fare terzo, e dicevano 'Ago è finitò, ci stavo malissimo. Rossi sa che non sarà mai più il pilota che era a 20 anni. Però è talmente professionista che sopperisce con la preparazione fisica. E il talento non invecchia. Nel 2018 ha guidato benissimo. Godiamocelo finché c'è. Poi ci mancherà. Campioni così ne nasce uno ogni quarto di secolo».
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