Verstappen-Hamilton: alle 14 l'ultimo duello

Verstappen-Hamilton: alle 14 l'ultimo duello
di Giorgio Ursicino
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Domenica 12 Dicembre 2021, 10:05

Sempre più bello. Oggi alle 14 ora tricolore, quando su Yas Marina di Abu Dhabi le luci della notte accompagneranno a nanna il tramonto del Golfo, scatterà l’ultimo GP di un appassionante 2021. Ieri è stata assegnata l’ultima pole. Il vento di novità, però, ha portato un’atmosfera diversa. Più rilassata. Quasi dolce. I due immensi protagonisti sono riusciti cambiare marcia, ritagliando anche per chi uscirà sconfitto un alone di gloria.
Se l’operazione riesce, meglio così. Infatti non c’erano mai stati, forse, due piloti che meritassero così tanto il Titolo. Il vecchio leone, uscito salvo da mille battaglie, ha ancora il pelo lucido e la criniera folta. Il giovane rampante, che dava l’impressione di avere il trionfo in mano, sa di non poter contare più su alcun vantaggio. I due sono perfettamente alla pari e la sera si è rasserenata. Da fenomeni quali sono, hanno ancora una volta accettato i capricci del destino, pronti a sfidarsi lealmente con un solo colpo in canna.
Chi vince vince, nel 2022 si vedrà. E così ieri si sono scambiati pure un segnale di affetto. Anche se il gesto sotto i riflettori era più carico di stima e ammirazione. L’uno per l’altro.
I TEAM PRINCIPAL
Gli altri 18 compagni saranno solo spettatori, un ruolo che hanno interpretato tutto l’anno non riuscendo ad inserirsi mai nel duello. I due si sono incrociati nei box, stranamente erano quasi soli. Entrambi si sono cercati con lo sguardo e subito trovati. I volti erano distesi, senza rancore, anche se di solito fanno a ruotate a 300 all’ora. Max ha messo in tasca il ghigno del killer ed ha accennato un sorriso, ma non osava fare di più al cospetto del Re. Come vuole il cerimoniale di un rituale non scritto, è stato l’inglese ad allungare per primo il pugno chiuso. Il tulipano ha risposto con la rapidità del giaguaro. Ad osare gli aveva dato via libera il suo “domatore”, il team principal della Red Bull Christian Horner. Anche lui aveva dato la mano al suo alter ego Toto Wolff.
Anzi, per mandare il messaggio chiaro a tutti, i manager si sono stretti due volte la mano. A lungo. In questo clima più idilliaco, quasi da libro cuore, sono iniziate le qualifiche e, ancora una volta, è stato spettacolo. Come da copione, le gerarchie non hanno retto e la pole è andata a chi negli ultimi GP era rimasto a guardare. Max partirà primo, Lewis scatterà al suo fianco. Su un tracciato nel quale non è facile superare, potrebbe essere un vantaggio decisivo, ma difficilmente sarà così. Verstappen, infatti, oltre che con una performance al cardiopalma durante la quale ha sfiorato la perfezione, ha conquistato il giro più veloce con le coperture rosse che ha utilizzato anche in Q2 e con le quali oggi prenderà il via. Le due Frecce d’Argento, invece, al rush finale ci sono arrivate con le medie “gialle” ed oggi i due team avranno la possibilità di sparigliare le strategie.
STRATEGIE DIVERSE
Sulla carta è messa meglio la Mercedes perché le rosse in gara sono sempre più vincolanti. Non bisogna dimenticare, però, che ad Abu Dhabi la Pirelli ha portato le tre mescole più soft fra le cinque disponibili e la Reb Bull si trova meglio sulle gomme “delicate”. Max al via non avrà scelta, dovrà sfruttare il maggior grip per prendere la testa ed andare in fuga dovendosi poi fermare in anticipo. Una sorta di undercut obbligato. Con le gialle Hamilton potrà andare più lungo ed il rivale potrebbe accumulare altro vantaggio. I piloti delle Frecce hanno più opzioni, se le gialle durassero a lungo potrebbero effettuare anche una sola sosta montando addirittura le rosse nel finale. In ogni caso, a meno che i bibitari non dovessero effettura un pit stop in più, il ragazzo olandese si troverebbe sempre davanti nel finale e, anche se in svantaggio di pneumatici, non sarà affatto facile passarlo visto i tempi ottenuti nella simulazione gara. A quel punto, però, con pochi giri da fare uno dietro l’altro, sarà veramente difficile mantenere il rapporto amichevole.

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