Leclerc e Verstappen, unico antidoto alla noia del finale già scritto

Lunedì 15 Luglio 2019 di Flavio Atzori
Il trono d’Inghilterra ha in Lewis Hamilton il suo re per la sesta volta e dominatore del presente. Ma il futuro del Circus è nelle mani di Charles Leclerc e Max Verstappen, giovani talenti capaci di far scorgere la luce di una prossima epopea degna dell’epica della Formula 1. 
Sguardo pacato e dai modi eleganti degni di un principe monegasco, Charles ha quel volto che ricorda un lontano giovane Aviatore capace di far innamorare Maranello e i ferraristi. Attenzione, non è solo una questione di sguardi. Leclerc in pista è spietato, spettacolare, veloce. Talvolta acerbo nella sua furia. Il principino rosso però, è solo alla sua seconda stagione in Formula 1 ed alla prima con i colori del Cavallino. Ha quel dono che ha fatto riaffiorare un romanticismo degno di una Formula 1 dei tempi che furono. E per far rivivere tali emozioni, ha trovato in Verstappen la sua nemesi perfetta. 
SUL FILO 
La cronaca di Silverstone registra la superiorità di un Hamilton e di una Mercedes che fa doppietta con Bottas, ma le emozioni sono tutte figlie di quei due ventunenni, capaci di dare vita, dopo il duello in Austria, ad un nuovo capitolo figlio di classe, coraggio, cattiveria agonistica e talento allo stato puro. Un duello iniziato in pit lane, quando i due si sono ritrovati uno di fianco l’altro. Max davanti, Charles in coda a sfruttare l’ingresso all’Arena e, con gomme fredde, a strappare la posizione al rivale. Verstappen però ne ha di più: guadagna nell’Arena, tenta l’affondo a Brooksland prima e alla Stowe poi. Leclerc lo sa, è conscio di averne di meno, ma non gli interessa. Resiste ad oltranza: due, tre, quattro passaggi ruota a ruota. Max attacca, Charles resiste anche esterno di traiettoria. Una danza sempre sul limite, quasi in apnea. 
Il tempo di riprendere fiato, e quella scintilla si riaccende quando, al rientro dalla Safety Car, un Leclerc scivolato in sesta piazza si è ritrovato Max davanti. L’ha affiancato esterno alla Vale, restituendogli la ruotata d’Austria. Qui, la bravura di Verstappen si è palesata, resistendo a gas spalacato sullo sporco della via di fuga. Un duello, l’ennesimo, degno di quel meraviglioso scontro Arnoux-Villeneuve di Digione nel 1979. Allora come ieri, le posizioni erano poco rilevanti. Si trattava di pura competizione. Pochi passaggi e le posizioni erano oramai consolidate. Avrebbe meritato il podio Verstappen, forte di una Red Bull veloce qui in casa. Lo avrebbe centrato, non fosse stato per l’errore di Vettel che, ritrovatosi terzo, in pieno duello proprio con Verstappen ha battezzato male la staccata centrando il posteriore della Red Bull rivale. Praticamente fine dei giochi. Sul terzo gradino sale dunque Leclerc con un’ultima manovra di pura classe ai danni di Gasly. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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