Formula 1, Leclerc e quei 16 giri che hanno fatto innamorare i tifosi

Lunedì 27 Maggio 2019 di Alberto Sabbatini
Meglio un giorno da leone che cento da pecora. Tradotto nel linguaggio della F1, meglio mettersi in mostra con alcuni sorpassi aggressivi anche se poi si è costretti al ritiro, che un piazzamento scialbo nelle retrovie. Nell'albo d'oro di Montecarlo resterà il secondo posto di Vettel che ha interrotto finalmente la striscia di doppiette Mercedes e rappresenta per adesso il miglior risultato stagionale per la Ferrari. Ma nell'immaginazione della gente rimarrà invece scolpita per sempre la gara rocambolesca di Charles Leclerc. Durata appena sedici giri ma degna di un campione. Una partenza nelle retrovie, dall'ottava fila, e poi una risalita decisa. Facendosi largo a spallate su una pista dove superare è quasi impossibile. Invece Leclerc si è infilato con abilità e coraggio in spazi millimetrici con la sua Ferrari. Come se il circuito si allargasse solo davanti alle sue ruote quando invece era lui a inventarsi varchi quasi inesistenti per il sorpasso.
LA RISALITA
Al via scavalca la Racing Point di Stroll; poi al 2° giro infila all'interno al tornante del Loews la McLaren di Norris. Al settimo giro, poi, il capolavoro: al tornante della Rascasse sorprende Grosjean artigliando il 12° posto. La Rascasse è la penultima curva di Montecarlo. La strada gira attorno a un bar dove al di là del guard rail gli spettatori pranzano seduti al tavolino di un caffè a pochi centimetri dalle F1 che curvano. Lì Leclerc, in un punto quasi impossibile, ha compiuto un sorpasso davvero magico. Ci ha riprovato il giro dopo nello stesso punto con la Renault di Hulkenberg, ma stavolta il tedesco ha chiuso il varco. Leclerc ha dovuto sterzare di più e si è appoggiato con la ruota posteriore destra al guard rail forando la gomma. Ha percorso un giro intero sul cerchione subito sono iniziati i paragoni con una simile rocambolesca impresa di Villeneuve a Zolder 79 poi ha raggiunto i box sostituendo le gomme. Ma ormai la macchina era danneggiata e dopo altri otto giri ha dovuto ritirarsi.
PAROLE DA COMBATTENTE
Leclerc non rinnega i rischi presi in corsa. «Se vuoi rimontare partendo così indietro, bisogna prendersi rischi. Forse potevo aspettare un po' di più nel sorpasso su Hulkenberg, ma in quel momento ho intravisto un varco e mi sono buttato dentro. Non sono amareggiato per com'è finita: il risultato è una conseguenza dei problemi patiti al sabato: non bisogna partire quindicesimi su pista se ambisci al risultato». Si riferisce all'episodio delle qualifiche, quando la Ferrari, per un'ingenuità incredibile dei suoi strateghi, l'ha lasciato ai box nel momento topico facendogli perdere la qualifica. Però anche nella delusione Leclerc appare maturo, perché ragiona da uomo-squadra: critica, ma non attacca. Punti iridati non gliene verranno da questa corsa rocambolesca, ma l'ammirazione del mondo della F1 sì. Molto più pragmatico invece Vettel, che si è trovato un insperato secondo posto tra le mani grazie alla penalizzazione di Verstappen. «Ho provato a stare sempre con i primi, ho cercato anche di mettere loro pressione ma a un certo punto le gomme posteriori hanno cominciato a cedere». Binotto, dopo il disastro tattico del sabato, tira un bilancio pragmatico: «Partire quarti a Montecarlo dove non si sorpassa e giungere secondi è un buon risultato». Ma a Vettel che continua a dire: «Non siamo ancora abbastanza veloci» toglie ogni illusione replicando: «Nemmeno al prossimo Gran Premio, in Canada, saremo favoriti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Under 15, l’approccio in disco benedetto dal like dell’amica

di Raffaella Troili

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma