Le Ferrari escono di scena se le gomme non sono morbide

Lunedì 28 Ottobre 2019 di Alberto Sabbatini
Ancora una sconfitta della Ferrari partendo dalla prima fila. È la seconda consecutiva dopo il Giappone. La seconda occasione sprecata. Com'è possibile che l'imbattibile Ferrari capace di siglare 7 pole position consecutive in una stagione (eguagliando un primato che risaliva all'epoca di Lauda, nel 1974) non riesca a concretizzare il risultato in gara? Stavolta la sconfitta al GP Messico ha una causa precisa: un limite tecnico e non il fattore umano com'era stato a Suzuka. Stavolta non hanno pasticciato i piloti nel momento topico (la partenza) ma è stata la SF90 che è tornata a soffrire un poco le gomme. Un po' come succedeva a inizio stagione, anche se meno vistosamente.

MESCOLA DURA
Bisogna purtroppo farsene una ragione: la Rossa non gradisce gli pneumatici di mescola più dura. Più le gomme sono morbide, come quelle usate in qualifica, più la Ferrari va forte e diventa imbattibile. Ma appena si passa alle gomme gialle (che identificano la mescola media) o alle bianche, cioé quelle più dure, allora il ritmo della Ferrari si fa più difficile. Diminuisce l'aderenza e la superiorità della Ferrari sulla Mercedes sparisce. In più in Messico Vettel è stato anche sfortunato nel momento topico: a metà gara si è trovato davanti Gasly e Sainz, che se le stavano dando di santa ragione incuranti della Ferrari che li stava per doppiare; così il tedesco ha perso quasi 4 secondi dietro di loro rispetto a Hamilton proprio quando stava cercando di avvantaggiarsi sull'inglese della Mercedes prima di compiere il suo unico pit stop. Considerando che Hamilton ha vinto con appena 1,7 secondi di vantaggio, c'è da riflettere su come poteva andare a finire. Vettel però a fine gara si è anche maliziosamente lamentato della strategia del proprio box: «Potevamo inventarci qualcosa di più creativo», ha spiegato. Più volte via radio lui ha rigettato le proposte di anticipare il pit stop gli faceva il team preferendo fare di testa sua.

LA STRATEGIA
E Leclerc? Il Re delle pole position ha guidato la corsa per i primi 15 giri poi ha scelto una strategia a due soste che si è rivelata infruttuosa. Ma il suo ritmo di gara è stato peggiore di quello di Vettel: ha la velocità nel piede, ma non ha ancora l'esperienza del tedesco per guidare delicatamente sulle gomme per tanti giri senza rovinarle. Ultimo aggiornamento: 16:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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