Da Binotto a Vettel, alla Ferrari sono sicuri: «In Messico vogliamo pole e vittoria»

Martedì 22 Ottobre 2019
«Il giro di pista è piuttosto breve ma non è affatto semplice azzeccare tutto nel migliore dei modi. Negli scorsi anni siamo sempre stati competitivi in Messico anche se la Red Bull lo è stata di più. Siamo tuttavia fiduciosi di potercela giocare, vediamo cosa succede quando scendiamo in pista». Lo dice il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel, a pochi giorni dal Gp del Messico. «Il fatto di gareggiare a oltre duemila metri ha ovviamente un forte impatto sul comportamento della vettura -aggiunge il 32enne tedesco-. Scendiamo in pista con la configurazione a massimo carico aerodinamico ma, a causa dell'altitudine, l'aria è talmente rarefatta che l'effetto che otteniamo in termini di efficienza è minimo». «Proprio per questo è sul rettilineo di Città del Messico che si ottengono le punte massime di velocità di tutta la stagione. La conseguenza in negativo di tutto ciò è che la vettura è molto difficile da gestire in curva, perché non c'è il carico aerodinamico che normalmente ci aiuta ad avere una monoposto stabile e precisa. Su questa pista la macchina si muove molto, fatica a far lavorare nella maniera corretta le gomme ed è complicata da interpretare anche nelle sensazioni che comunica al pilota», conclude Vettel.
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