Neymar, Parigi fa festa: una manna per il fisco

Giovedì 3 Agosto 2017 di Redazione Sport

La Francia si prepara ad accogliere Neymar, ormai a un passo dall'ufficializzazione con il Paris Saint Germain (Psg). Dopo l'annuncio della rottura con il Barcellona, i tifosi possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, nell'attesa che arrivi la notizia definitiva della firma. A festeggiare, però, non ci sono solamente i supporter del club parigino; anche le istituzioni possono dirsi soddisfatte, visto che l'arrivo del fuoriclasse brasiliano nella capitale francese porterà ingenti somme di denaro nelle casse pubbliche. A lanciare un primo segnale ci ha pensato il ministro dei Conti pubblici, Gérald Darmanin, che questa mattina, ai microfoni di France Inter, si è detto «rallegrato delle tasse» che Neymar «pagherà» in Francia. Un ministro della Repubblica ha il «dovere» di «difendere gli interessi» del Paese, come quello di far pagare «le imposte in Francia» ha poi aggiunto Darmanin, promettendo che «gli interessi del paese», soprattutto in materia finanziaria, «saranno rispettati». Soddisfazione anche da parte del presidente Emmanuel Macron, che in occasione di una visita nella banlieue parigina ha definito l'acquisto del campione come «una buona notizia», sinonimo di «attrattività» francese.

Macron si è poi intrattenuto con il presidente del Psg, Nasser Al Khelaifi, anche lui presente all'appuntamento, per complimentarsi dell'operazione. In realtà, oltre a dare lustro e visibilità al campionato di calcio francese, l'acquisto del fuoriclasse brasiliano da parte della squadra di Parigi potrebbe diventare una vera e propria manna per il fisco. Secondo alcune stime pubblicate da Le Figaro, l'ex giocatore del Barcellona frutterebbe allo Stato 300 milioni nei prossimi cinque anni. Una cifra astronomica, calcolata in base al salario netto del giocatore, stimato a circa 35 milioni all'anno, l'equivalente di 62 lordi. In questo modo, il neo-acquisto del Psg garantirebbe 27 milioni all'anno di trattenute, ai quali si aggiungerebbero 10,5 di contributi. A queste spese se ne aggiungono poi altre legate alla clausola rescissoria. Ai 222 milioni pagati al Barcellona, il club parigino dovrà sborsarne altri 100, visto che il fisco francese considera questa somma come un anticipo sul compenso del giocatore. Oltre a queste entrate, ci sono poi i profitti del Psg provenienti dalla vendita del merchandising legato al nome del calciatore, che provocheranno un conseguente aumento degli introiti legati alla Tva, l'equivalente francese dell'Iva.

Ultimo aggiornamento: 20:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

La doppia vita dei prof? Basta andare sui social

di Raffaella Troili

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma