La doppia faccia del Borussia di Klopp: vola in Champions, stenta in Bundesliga

La doppia faccia del Borussia di Klopp: vola in Champions, stenta in Bundesliga
di Benedetto Saccà
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Lunedì 27 Ottobre 2014, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 13:50

Jürgen Klopp di certo conoscerà «Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde», il romanzo dello scozzese Robert Louis Stevenson. Anzi, forse si è talmente appassionato alla storia da averla adattata in questo periodo al pallone, alla Bundesliga per l’esattezza. Già, del resto il Borussia Dortmund di Klopp vola e sfreccia in Champions League ma striscia e zoppica all’interno dei confini nazionali, tracciando e descrivendo così una traiettoria da retrocessione. Non accadrà, figurarsi, eppure le cifre ora brillano alla luce della realtà. Numeri impietosi in Germania, è bene prepararsi. Sette punti racimolati, quart’ultima posizione della classifica, solo una lunghezza di vantaggio rispetto al terz’ultimo posto e appena tre nei confronti dell’ultimo, quattro sconfitte in serie, sei complessive raccolte in nove turni di campionato. Non bastasse, ecco 10 gol segnati e perfino 15 subìti, al ritmo di 1,7 per partita. Un record negativo dietro l’altro. E, sabato, il calendario offrirà il duello fra il Bayern Monaco capolista e il Borussia, lontano dal vertice addirittura 13 punti, per intendersi. Quanto al panorama internazionale, il quadro si ribalta radicalmente. I gialli comandano il girone a punteggio pieno dopo tre giornate, hanno battuto l’Arsenal, l’Anderlecht e il Galatasaray nell’ordine, hanno firmato nove reti e non ne hanno incassata nemmeno una. Sconcertante. Dottor Jekyll e mister Hyde, per l’appunto.

LE RAGIONI

Il Borussia sembra insomma una squadra ciclotimica, capace di alternare l’inciampo all’acrobazia. Certo è paradossale che fatichi nel proprio paese anziché sui palcoscenici europei. A stringere, le ragioni della tendenza altalenante sono due in sostanza. E coinvolgono la sfera psicologica e il ramo atletico. Perché il Borussia si sfalda sempre davanti alla prima difficoltà: basta un nulla, ad esempio un gol preso, e la squadra comincia a precipitare, ad avvitarsi senza remissione. E, ancora, non riesce a scindere gli impegni sotto il profilo mentale: la Champions è evidentemente un pensiero preponderante nella testa dei gialli e la Bundesliga viene scartata in suo favore in modo più o meno consapevole. Sul versante fisico, viceversa, Klopp ha calibrato una preparazione sul lungo periodo e, di riflesso, i calciatori adesso stentano a giocare tre partite in sequenza rapida. «Qui dobbiamo cambiare musica», ha avvertito l’allenatore. Al centro del guado, il nostro Ciro Immobile tenta di calarsi nel nuovo contesto fra un’apnea e un respiro. Una missione possibile ma non semplice, anche se Ciro ha già siglato due gol in campionato e altrettanti in Champions.

IL RINNOVAMENTO

Eppure la bontà del lavoro degli anni passati non può essere gettato al vento: per dirne una, il club ha fornito quattro elementi alla Germania campione in Brasile. E va certo ricordato che ora il Borussia vive un momento di rinnovamento, se non addirittura di rivoluzione. Klopp, si sa, ha allestito una delle più belle squadre dell’ultimo decennio, dimostratasi in grado di vincere il campionato nel 2011 e nel 2012, di raggiungere la finale della Champions nel 2013, e di acciuffare la seconda piazza nella Bundesliga 2013-14. Tutti abbiamo celebrato il Borussia, le imprese, la manovra, i metodi di Klopp. Un impulso fresco era però ormai divenuto necessario dopo stagioni di mirabilie: e il mercato della scorsa estate ha quindi modificato i tratti della rosa. I cicli, d’altronde, si aprono per chiudersi (Pep Guardiola dixit e docet).

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