Mino Raiola, Kia Joorabchian e Jorge Mendes, i nuovi padroni del pallone

Lunedì 29 Agosto 2016 di Eleonora Trotta
Mino Raiola
La tendenza dei club europei di affidarsi a procuratori di grido negli ultimi dieci anni è diventa sempre più una consuetudine anche in Italia. Grandi e piccole società si avvalgono della consulenza di manager influenti a livello internazionale per indirizzare le loro strategie di calciomercato. Ecco che i trasferimenti più significativi, spesso accompagnati da operazioni minori, vengono orchestrati direttamente da Kia Joorabchian, Jorge Mendes e Mino Raiola, senza dimenticare Fali Ramadani (Jovetic, Ljajic, Maksimovic). Il business, le plusvalenze e gli affari del calciomercato passano attraverso i loro contatti e contratti offuscando il ruolo del direttore sportivo. Per esempio l'Inter, che nel biennio di Mourinho agiva spesso a braccetto con il potente procuratore del tecnico portoghese, Jorge Mendes, dalla gestione Suning si appoggia all'esperienza di Kia Joorabchian. L'agente anglo-iraniano inizia ad affermarsi nel 2004. Attraverso il fondo di investimento MSI' controlla il Corinthians e gli interessi di diversi sudamericani. Tra questi, Tevez e Mascherano, trasferiti con una procedura irregolare - secondo una commissione della Premier - nel 2006 al West Ham (club poi multato con 8 milioni di euro).
 
I PERSONAGGI

La successiva espansione nel mercato inglese, americano e cinese permette al manager di aumentare il raggio d'azione insieme all'altro agente Pini Zahavi e di essere scelto dal gruppo Suning per le missioni interiste, in Brasile per Gabigol e in Portogallo per Joao Mario. Immediati i problemi con Mancini. Tra i due riemergono le ruggini del periodo City per la gestione Tevez, che segnano una inevitabile rottura. All'Inter subentra de Boer, già coccolato da Thohir e molto apprezzato sia dall'agente sia dai vertici del colosso cinese. Il mercato non subisce cambiamenti, anzi, fallito il primo tentativo per Joao Mario con l'acquisizione del cartellino via Jiangsu e prestito all'Inter, i dirigenti nerazzurri riescono a comprare il centrocampista gestito da Joorabchian, dilazionando i 45 milioni. In caso di fallimento il piano B era già pronto sempre con due calciatori in orbita Kia: Lucas Leiva e Ramires, proprio del Jiangsu Suning (che però da extracomunitario avrebbe escluso Gabigol). Ora l'Inter, sotto la lente del fair play finanziario, ha spiegato alla Uefa di voler rientrare nei conti entro giugno 2017 attraverso l'aumento dei ricavi e trasferendo qualche giocatore a gennaio in Cina. Joao Mario è stato strappato da Joorabchian (che cura anche gli interessi di Felipe Anderson) ad un altro super manager come Jorge Mendes. L'agente di Mourinho e Cristiano Ronaldo è riuscito tuttavia a consolarsi con altri due trasferimenti top: al Barcellona per 50 milioni è finito André Gomes, trattato a lungo dalla Juve, mentre il Bayern ne ha spesi 80, compresi gli altissimi bonus, per Renato Sanches.

IL METODO
Con le sue operazioni sull'asse Brasile-Portogallo-Spagna spesso crea e disfa le squadre. Ha colonizzato il Valencia e il Monaco (Moutinho, Falcao, Carvalho, Coentrao ora al Real) diventando per la rivista Forbes nel 2015 il manager più ricco nel mondo del calcio (commissioni annuali per circa 85 milioni), il secondo dello sport dopo Scott Boras del baseball. Avrà migliorato invece sicuramente la sua quinta posizione Raiola con la tripletta personale allo United: Pogba (105 milioni di cartellino, di cui 25 all'agente), Ibrahimovic (contratto annuale da 15 milioni) e Mkhitaryan (31 milioni). La Juventus gli ha letteralmente affidato le chiavi dell'operazione per il centrocampista francese e per Matuidi, poi sfumato per le frizioni passate tra i bianconeri e il Psg risalenti allo scippo Coman. L'abile mediazione dell'agente italo-olandese permetterà al mediano classe 87 di ottenere, eventualmente, un altro anno di contratto dal presidente Al-Khelaifi. In ogni caso i procuratori ne escono vincitori.
  Ultimo aggiornamento: 15:15

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