Zaniolo-Roma, prove di rinnovo e destino incerto: la distanza e le garanzie

Fissato la prossima settimana l’incontro

Zaniolo-Roma, prove di rinnovo e destino incerto: la distanza e le garanzie
di Gianluca Lengua
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 07:48 - Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 09:48

Qualcosa si muove. Dopo un silenzio di tre mesi sul fronte Nicolò Zaniolo, la Roma comincerà a lavorare sul rinnovo del contratto. Tiago Pinto ha avuto il via libera dai Friedkin a trattare il prolungamento con adeguamento e la prossima settimana incontrerà il procuratore di Nicolò Claudio Vigorelli. Il meeting ci sarà prima della partenza per il Portogallo prevista per il 15 dicembre, o al massimo al ritorno dal ritiro. Comunque non oltre la fine dell'anno. Entro il termine di gennaio Zaniolo vuole capire se la Roma ha intenzione di puntare su di lui negli anni a venire, o se invece vorrà venderlo ricavando una preziosa plusvalenza. Di certo non sarà una trattativa banale perché le parti sono su due posizioni distanti e nessuna vuole cedere: Nicolò chiede almeno 4 milioni più bonus, la Roma è ferma a 3,5 tutto compreso. Con queste basi si cercherà di trovare la quadra, anche perché è nell'interesse dei giallorossi chiudere i giochi il più velocemente più possibile. Con l'avvicinarsi della scadenza contrattuale (giugno 2024), il calciatore avrà il coltello dalla parte del manico per trattare. Al momento la possibilità di perderlo a parametro zero non è contemplata, ma il rischio è che il negoziato possa andare per le lunghe come accaduto per Lorenzo Pellegrini. Il capitano ha firmato a ottobre 2021 con il contratto in scadenza a giugno 2022, questo gli ha permesso di strappare un ingaggio di circa 6 milioni a stagione. Casi diversi, perché sia la Roma sia Lorenzo non avevano nessuna intenzione di separarsi. Nicolò, invece, potrebbe raggiungere la convinzione che lontano dalla Capitale riesca a dare qualcosa in più.

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ALLENAMENTI STRAORDINARI
Magari con un allenatore diverso con cui creare un nuovo feeling e crescere tatticamente. La sensazione è che si sia messo in vetrina. Ad esempio, mentre tutti i suoi compagni sono in giro per il mondo in vacanza, Nicolò è a La Spezia ad allenarsi. Si concederà al massimo tre giorni di pausa in montagna e poi si rimetterà sotto in vista del ritiro in Portogallo. Altro dettaglio da non sottovalutare è il ritorno in Nazionale. Il feeling con Mancini si è ricostituito dopo un anno tra alti e bassi, è stato entusiasta degli allenamenti, di giocare 122 minuti contro Albania e Austria e di essersi potuto misurare con un ambiente diverso da quello di Trigoria. Insomma, ha capito che per spiccare il volo c'è bisogno di cambiare registro (e aria?). Il primo step è dare di più in campo, perché due gol tra campionato ed Europa League in 14 presenze sono troppo pochi. La seconda parte della stagione sarà il suo trampolino di lancio per il futuro, sia se vorrà restare a Roma sia se spingerà per andare in un'altra piazza. E chissà se Mourinho riuscirà a farlo rendere come dovrebbe.

 
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